Nigeria / Terrorismo

Il movimento jihadista affiliato allo Stato islamico nel nord della Nigeria ha giustiziato uno dei sei operatori umanitari e funzionari governativi rapiti a luglio nel nord-est del paese.

A darne notizia è stata ieri l’ong Action Against Hunger: “il gruppo armato che tiene prigioniero un nostro dipendente, due autisti e tre membri del personale del ministero della salute, ha giustiziato un ostaggio”, ha detto, senza fornire dettagli sull’identità della vittima.

Gli operatori umanitari nigeriani, una donna e cinque uomini, erano stati catturati a luglio da un commando della Provincia dell’Africa occidentale dello Stato islamico (Iswap) durante un’imboscata al loro convoglio vicino al confine con il Niger. L’Iswap ha pubblicato poi diffuso un video che mostra uno degli ostaggi, una donna, con gli altri cinque maschi dietro di lei.

Iswap è una fazione di Boko Haram che ha giurato fedeltà nel 2016 al leader dell’ISIL Abu Bakr al-Baghdadi. Ha ripetutamente attaccato basi militari e preso di mira operatori umanitari nel nord-est della Nigeria. Lo scorso anno due donne che lavoravano per il Comitato Internazionale della Croce Rossa erano state rapite e poi giustiziate.

Sempre ieri l’agenzia internazionale di aiuti Mercy Corps ha annunciato d’aver sospeso le operazioni nei due stati nord-orientali di Borno e Yobe dopo che l’esercito nigeriano ha chiuso quattro dei suoi uffici nella regione.

Da tempo l’esercito, dispiegato per contrastare la presenza dei terroristi, accusa le organizzazioni umanitarie di lavorare con gruppi armati. Nel dicembre 2018, i militari avevano impedito temporaneamente all’Unicef di operare nel nord-est accusando l’organizzazione delle Nazioni Unite di addestrare “spie” a sostegno di Boko Haram.

Da dieci anni ormai, la Nigeria nord-orientale è devastata dalla presenza della rete jihadista che ha fatto almeno 30mila morti e costretto 2 milioni di persone a fuggire dalle loro case.

Le Nazioni Unite affermano che 7,1 milioni di persone nella regione hanno bisogno di assistenza, in una delle peggiori crisi umanitarie del mondo. (Al Jazeera)