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Il paese alle prese con una profonda crisi finanziaria e securitaria
Nigeria: quanto manca al collasso?
04 Agosto 2022
Articolo di Redazione
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(Credit: Techcabal)

I conti non tornano per il gigante economico africano. Le riserve esterne ammonterebbero solo a 15 miliardi di dollari, contro i 36 dichiarati dalla Central Bank of Nigeria (Cbn), la banca centrale del paese, secondo quanto riportato da fonti anonime dei circoli amministrativi ed economici nigeriani.

Allo stato attuale, la Nigeria avrebbe fondi a sufficienza per assicurare l’importazione di beni solo per i prossimi 4 mesi. 

La situazione non sarebbe di per sé troppo allarmante, se ci fossero abbastanza entrate a bilanciare le spese. Solitamente, gli introiti petroliferi assolvono questo compito in Nigeria, secondo produttore continentale dell’oro nero dopo l’Angola, con 1.02 milioni di barili registrati lo scorso maggio. 

Ma anche da questo fronte, stanno arrivando brutte notizie. A fine luglio, il ministro delle finanze nigeriano, Zainab Ahmed, ha dichiarato che i fondi petroliferi per il primo quadrimestre 2022 sono stati del 61% più bassi di quanto previsto. Un dato che si rivela ancora più pesante, se si pensa al forte aumento del prezzo del greggio sui mercati mondiali che si è registrato a partire dall’invasione russa dell’Ucraìna. 

Il deteriorarsi del quadro economico ha assunto anche l’aspetto della svalutazione della moneta nazionale, la naira, che nel mese di luglio ha toccato il suo tasso di conversione più basso di sempre rispetto al dollaro statunitense. 

Il tutto avviene mentre una crisi securitaria scuote il paese. Rapimenti a scopo di riscatto sono divenuti sempre più frequenti, soprattutto nel nord. Ma anche la capitale Abuja – situata al centro e un tempo risparmiata da problemi di ordine pubblico – è stata toccata da vari episodi di criminalità, come l’evasione di più di 400 detenuti dalla prigione locale, avvenuta lo scorso luglio. 

Tra insicurezza e crisi economica, ce n’è di che animare la campagna elettorale per le elezioni presidenziali, previste per febbraio 2023. 

Il presidente uscente Muhammadu Buhari, giunto al limite dei suoi due mandati, lascia la competizione nelle mani di due sfidanti principali. Da un lato, il suo collega di partito nel All Progressives Congress (Apc), Bola Tinubu. Dall’altro, il candidato del principale partito d’opposizione, People’s Democratic Party (Pdp), Atiku Abubakar. 

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