Una delegazione in Arabia per verificare la salute del presidente
Il presidente nigeriano Umaru Yar’Adua fa sentire la sua voce, dopo le crescenti polemiche sulla sua incapacità di governare. Ricoverato da novembre in un ospedale, in Arabia Saudita, Yar’Adua non è più comparso in pubblico. A rischio il processo di pace nel Delta e gli equilibri tra nord e sud.

Dopo mesi di silenzio il presidente nigeriano Umaru Yar Adua, da alcuni mesi ricoverato in Arabia Saudita per una malattia cardiaca, è tornato a far sentire la sua voce in pubblico.
«Grazie alle terapie, sto meglio», ha detto Yar’Adua, auspicando al più presto un suo rientro nel paese.
Yar’Adua è ricoverato in ospedale a Gedda dal 23 novembre. Da allora non ha mai rilasciato dichiarazioni in prima persona e nessuna sua fotografia è stata diffusa, fatto che ha scatenato una crescente tensione politica all’interno dell’esecutivo.

Contro il vuoto creato dall’assenza del presidente è stata indetta ieri ad Abuja una manifestazione dell’associazione Save Nigeria Group, sostenuta dallo scrittore, premio nobel alla letteratura, Wole Soyinka.
Sempre ieri, il parlamento nigeriano ha votato per l’invio di una delegazione in Arabia Saudita, incaricata di verificare l’effettivo stato di salute del presidente.
Nelle ultime settimane, si sono moltiplicati gli appelli perché il presidente si dimetta o deleghi provvisoriamente i suoi poteri al vicepresidente Goodluck Jonathan. Il suo silenzio aveva portato crescente disagio nel paese, non solo rallentando le attività ufficiali, ma mettendo anche a rischio una tregua e il programma di amnistia avviato di recente con i guerriglieri del Mend, il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger, attivi nell’omonima regione petrolifera del sud del paese.

Tre cittadini britannici e uno colombiano sono stati intanto sequestrati ieri mattina a Port Harcourt, nello stato di Rivers. I quattro lavoravano su un cantiere per un progetto nel settore del gas della multinazionale petrolifera Shell. Anche se l’azione non è stata rivendicata, il fatto potrebbe essere sintomo della crescente tensione dell’area.

Dalla fine della dittatura, nel 1999, la Nigeria ha tradizionalmente visto alternarsi alla presidenza e alla vice presidenza rispettivamente esponenti delle regioni settentrionali, a maggioranza musulmana, e meridionali, a maggioranza cristiana. Un eventuale passaggio di consegne da Yar’Adua, originario del nord, al vice presidente Goodluck, del sud, potrebbe creare non poche tensioni all’interno degli equilibri politici del paese.