Kenya / Clima

Più di 4.000 partecipanti, capi di stato, governi, istituzioni e ong hanno partecipato ieri a Nairobi, in Kenya, alla terza edizione del One Planet Summit, vertice internazionale per frenare il cambiamento climatico.

Una delle iniziative più importanti è stata presa dalla Banca africana di sviluppo, che ha promesso 25 miliardi di dollari entro il 2025, il doppio di quanto donato nella precedente edizione. Il denaro finanzierà l’agricoltura sostenibile, assicurazioni contro i disastri naturali e la costruzione di infrastrutture.
La African development bank (AfDB) ha anche annunciato che aprirà linee di credito per sostenere i paesi che abbandoneranno il carbone a favore delle energie rinnovabili, riconfermando il finanziamento di 10 miliardi di dollari a favore dell’iniziativa “Dal deserto all’energia”, destinata a costruire, nel Sahel, infrastrutture “verdi” in grado di produrre 10 gigawatt di potenza. Secondo il suo presidente Akinwumi Adesina, il 100% del portafoglio energetico di AfDB è ora dedicato al clima.

Tuttavia, il settore bancario non è sempre così virtuoso, soprattutto per quanto riguarda le banche commerciali private, molte delle quali finanziano ancora combustibili fossili. “Nonostante i progressi, c’è ancora molto lavoro sull’informazione e la consapevolezza”, ha affermato Adesina. Il presidente dell’AfDB ha quindi annunciato l’imminente lancio di una classifica delle istituzioni finanziarie, in base alle somme che concedono alla protezione dell’ambiente.

Tra le istituzioni non proprio virtuose in questo senso c’è la Banca Mondiale – finanziatrice anche di numerose attività nemiche dell’ambiente e delle popolazioni rurali – che contribuirà alla lotta contro il cambiamento climatico in Africa con 22,5 miliardi di dollari, per il periodo 2021-2025. Una somma che si aggiunge ai 17 miliardi già stanziati attraverso il Piano per l’Africa sul clima. Il nuovo finanziamento supporta l’aumento dell’adattamento e della resilienza ai principali impatti climatici come le inondazioni catastrofiche, la siccità, la scarsità delle risorse idriche, l’erosione costiera e la preparazione dei paesi a un futuro sostenibile a basse emissioni di carbonio.

Gli organizzatori del vertice osservano però che mentre l’Africa è responsabile solo del 4% delle emissioni globali di gas serra, il 65% della sua popolazione è direttamente colpita dagli effetti dei cambiamenti climatici. (Radio France International / France 24 / Africa Times)

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