Thabo Mbeki mediatore tra Sudan e Cpi
L’Onu apre un’inchiesta sull’espulsione di 13 ong in Darfur: la ritorsione di Khartoum dopo l’incriminazione del presidente El Bashir per crimini di guerra. Ora oltre un milione di persone rischiano di restare senza assistenza sanitaria, cibo ed acqua.

La Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra ha annunciato l’apertura di un’inchiesta sull’espulsione dal Darfur delle organizzazioni umanitarie, decisa dal governo del Sudan in seguito al mandato di cattura per il presidente Omar El Bashir dalla Corte penale internazionale dell’Aja. Come ritorsione e con l’accusa di aver fornito informazioni di intelligence per la Cpi, 13 organizzazioni umanitarie occidentali (CARE, OXFAM, Medici senza frontiere, Mercy Corps, Save the Children, the Norwegian Refugee Council, l’International Rescue Committee, Action Contre la Faim, Solidarites, CHF International; due sono italiane: Intersos e Coopi) che stavano lavorando per dare assistenza sanitarie ed alimentare alle popolazioni del Darfur e ai profughi che vivono nei campi al confine con il Ciad, sono state espulse dal paese su ordine di Khartoum. Una decisione che rischia di lasciare senza cibo ed acqua oltre un milione di persone, e senza cure un milione e mezzo di persone, mettendo a rischio anche la vita di migliaia di abitanti, secondo l’Ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell’Onu (Ocha). Oggi si riunisce anche il Consiglio di sicurezza dell’Onu, con una serie di consultazioni con alcuni funzionari delle Nazioni Unite che illustreranno la situazione nella regione sudanese. Ma le polemiche si registrano anche in seno all’Onu: il presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il nicaraguense Miguel D’Escoto Brokmann, ha criticato la scelta della Corte, che ritiene una decisione fondata più su motivazioni politiche che sul reale desiderio di far avanzare la causa della giustizia internazionale nel mondo.

E mentre almeno 4 paesi africani hanno annunciato che stanno valutando il ritiro dalla Cpi per protesta contro il mandato di cattura per El Bashir, l’Unione africana invece, contraria alla decisione della Cpi, ha nominato l’ex presidente sudafricano Thabo Mbeki mediatore dei rapporti tra l’Aja e il Sudan e presidente di una commissione di indagine sulle violazioni dei diritti umani commesse nella regione sudanese del Darfur. Etiopia, Sudafrica, Egitto ed Uganda sono 4 dei paesi che si schierati dalla parte del presidente sudanese e hanno apertamente criticato la sua incriminazione.

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati