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Produzione in forte calo in Libia
Petrolio: prezzi alle stelle in Algeria, Angola e Guinea Equatoriale
14 Luglio 2022
Articolo di Redazione
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La produzione di petrolio in Libia è diminuita a giugno, rispetto al mese precedente, di 78mila barili al giorno, passando dai 707mila barili al giorno di maggio ai 629mila di giugno. Ad aprile, invece, nel paese venivano prodotti 893mila barili al giorno. Un calo di 264mila barili al giorno in due mesi, imposto come tattica ricattatoria e di pressione dal generale Khalifa Haftar.

Ѐ di pochi giorni fa la notizia del licenziamento del presidente della Compagnia petrolifera nazionale (Noc) libica, Mustafa Sanalla, in carica dal 2014, sostituito da Farhat Omar Ben Qdara, influente consigliere economico di Haftar nel 2018-2020 e considerato molto vicino agli Emirati Arabi Uniti. Un cambio che suggerisce come ci possa essere stata una svolta nei colloqui tra il premier del Governo di unità nazionale (Gna) di Tripoli, Abdul Hamid Dbeibah e Haftar su come spartirsi budget e incarichi.

Dal rapporto mensile dell’Opec arriva però anche un altro allarme che riguarda l’Africa, e cioè che il greggio prodotto da Algeria, Guinea Equatoriale e Angola è diventato il più costoso al mondo nel mese di giugno e per tutta la prima metà del 2022.

In testa c’è l’Algeria, con il prezzo medio ha registrato un aumento dell’11,3%, passando a 128,31 dollari al barile a giugno, dai 115,28 dollari di maggio. Il prezzo del petrolio prodotto dall’Angola, è cresciuto dell’11,5%, passando da una media di 113,95 dollari al barile a maggio a 127,03 dollari lo scorso giugno.

A livello globale, l’Opec ha affermato che si aspetta comunque che la domanda di petrolio continui a crescere nel 2023.

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