Molti dei bambini sottoposti al farmaco oggi sono sordi, ciechi, paralitici
Il governo dello stato nigeriano di Kano e l’industria farmaceutica Usa Pfizer hanno raggiunto un accordo sulla somministrazione del farmaco sperimentale Trovan su bambini malati di meningite. Ne morirono 18. In base all’accordo, non esiste un legame tra le morti e il farmaco.

Processo annullato per l’azienda farmaceutica statunitense Pfizer: è stato trovato un accordo con il governo di Kano, sul caso della somministrazione di un farmaco sperimentale a bambini malati di meningite.

La lunga battaglia legale mai arrivata in tribunale, si è conclusa grazie ad un accordo di 75 milioni di dollari. Cifra che l’azienda Usa ha probabilmente considerato vantaggiosa rispetto all’eventuale danno di immagine di un processo, e meno onerosa rispetto ad una sentenza di colpevolezza. L’accusa chiedeva infatti un risarcimento di 2 miliardi di dollari.

Durante l’epidemia di meningite del 1996, la Pfizer ha somministrato il Trovan, un farmaco non ancora in commercio, a 200 minori, senza aver preventivamente avvisato le famiglie.

Morirono 18 bambini (solo 11 secondo la Pfizer), mentre molti degli altri ancora portano i segni delle gravi conseguenze del farmaco: cecità sordità, paralisi, danni cerebrali. La Pfizer ha sempre negato le accuse, affermando che la morte dei bambini è da imputare alla malattia e non al trattamento medico.

L’accordo raggiunto prevede il finanziamento di iniziative a tutela della salute da parte della Pfizer nello stato di Kano, un sostegno alle famiglie colpite e la copertura di tutte le spese legali. Ma afferma anche che non è possibile stabilire un legame tra la somministrazione del farmaco e l’evoluzione della malattia nei bambini sotto osservazione.

Le due parti, soddisfatte, hanno presentato l’intesa raggiunta come un risultato vantaggioso per tutti. Di certo una sentenza di condanna nei confronti della Pfizer avrebbe rappresentato un importante precedente a livello internazionale.

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