Rd Congo / Elezioni 2018

“I risultati delle elezioni presidenziali pubblicate dalla Commissione elettorale della Repubblica democratica del Congo (Ceni) non corrispondono ai dati raccolti dalla nostra missione di osservazione ai seggi elettorali e allo spoglio dei voti”. Con queste parole, affidate a un comunicato, la Conferenza episcopale, una delle istituzioni più rispettate del paese, ha screditato ieri l’annunciata vittoria dell’oppositore Felix Tshisekedi alle elezioni del 30 dicembre.

Una vittoria messa in dubbio anche dalla Francia e dall’ex potenza coloniale, il Belgio, che programma di sollevare la questione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, oggi. Anche Stati Uniti e Regno Unito chiedono di far chiarezza sui risultati.

I vescovi non fanno il nome del potenziale vincitore, ma l’agenzia Reuters sostiene che tre diplomatici informati sui risultati della missione di osservatori cattolici (composta da 40.000 persone dislocate in tutto il paese) mostrano che a vincere sarebbe stato invece l’uomo d’affari Martin Fayulu, che ha subito parlato di un “colpo di stato elettorale”.

L’ipotesi è che, non potendo ricandidarsi né far vincere il suo candidato – l’impopolare Emmanuel Shadary -, il presidente uscente Joseph Kabila abbia stretto con Tshisekedi – il più dialogante tra gli oppositori – un accordo segreto di condivisione del potere. Tshisekedi ha ammesso d’aver avuto contatti con i rappresentanti di Kabila prima delle elezioni, ma ha negato vi sia stato un accordo, dichiarando che il dialogo mirava a garantire una transizione pacifica. (Reuters / Africanews)