Rd Congo / Terrorismo

La milizia filo jihadista ugandese Forze Democratiche Alleate (ADF), attiva da anni nell’est della Repubblica democratica del Congo, ha ricevuto denaro da un finanziere legato allo Stato Islamico (ISIS), un fatto questo che suggerisce un legame tra le ADF ed altri movimenti jihadisti come i nigeriani Boko Haram.

A rivelarlo è un rapporto del Congo Research Group della New York University e della Bridgeway Foundation, diffuso ieri, che cita fonti statunitensi e un disertore dell’ADF. Secondo il report, il pericoloso terrorista e facilitatore finanziario dell’ISIS Waleed Ahmed Zein avrebbe fornito denaro alle Forze Democratiche Alleate almeno una volta negli ultimi anni, anche se il documento non specifica quando, né l’ammontare della somma o come sia stato utilizzato il denaro. Zein, inserito nella lista nera statunitense del terrorismo e sottoposto a sanzioni, è stato arrestato a luglio in Kenya, suo paese natale, per collegamenti con lo Stato Islamico.

“Sembra che le ADF stiano diventando più interessate a trasmettere i propri messaggi ad un pubblico più vasto e che stiano tentando di presentarsi all’interno di un contesto più ampio di gruppi radicali”, afferma il rapporto.

Le ADF sono state istituite da islamisti ugandesi negli anni Novanta con la pretesa di lottare per i diritti della setta Tablighi Jamaat. Si sono poi date al banditismo una volta attraversato il confine occidentale dell’Uganda, penetrando nella regione del Nord Kivu, nella Rd Congo, dove si sono rese responsabili della morte di almeno un migliaio di persone in una lunga serie di massacri che prosegue ancora oggi.

E’ di ieri la notizia dell’uccisione di sette peacekeepers dell’Onu durante operazioni congiunte con l’esercito congolese nei dintorni di Beni. Altri dieci caschi blu sono rimasti feriti e uno è scomparso. Negli ultimi mesi la violenza degli attacchi ai civili intorno alla città ha frenato gli sforzi per contenere un’epidemia di ebola. (Reuters / Voice of America)