Rd Congo / Elezioni presidenziali

La Repubblica democratica del Congo ha da ieri un nuovo presidente, il quinto dall’indipendenza dal paese dal Belgio 59 anni fa.

Con la cerimonia d’investitura, ieri a Kinshasa, il leader dell’opposizione Felix Tshisekedi ha preso il posto di Joseph Kabila, rimasto al potere per 19 anni.

La vittoria di Tshisekedi nelle elezioni del 30 dicembre è stata infangata dalle accuse d’aver siglato un accordo segreto con il presidente uscente, sottraendo così la vittoria all’altro candidato dell’opposizione, Martin Fayulu. Accuse che Kabila e Tshisekedi respingono, ma che sono supportate dalle denunce di molti osservatori, primi tra tutti i 40mila schierati ai seggi dalla Conferenza episcopale congolese, secondo cui i risultati del voto avrebbero assegnato la vittoria a Fayulu con circa il 60% dei consensi.

Un segno dei persistenti dubbi sulla credibilità del voto si è palesato ieri con l’assenza alla cerimonia di capi di Stato e di governo. Il kenyano Uhuru Kenyatta era l’unico presidente straniero presente.

Nel suo discorso, Tshisekedi ha chiesto «una riconciliazione» nazionale, promettendo di «costruire un Congo forte, rivolto al suo sviluppo in pace e sicurezza».

Il cinquantacinquenne neo-presidente è chiamato ora ad attuare le promesse fatte in campagna elettorale: riduzione della povertà, istruzione e sanità gratuite, pace nella travagliata regione orientale del paese.

Ieri Tshisekedi ha anche promesso di rafforzare il rispetto dei diritti umani, spiegando che dirigerà il ministero della Giustizia per «redigere un registro nazionale di prigionieri politici, prigionieri di opinione o simili, al fine di rilasciarli presto». «Durante il nostro mandato – ha aggiunto – faremo in modo che il rispetto per la pratica dei diritti fondamentali sia garantito per tutti i cittadini. Ci impegniamo a bandire ogni forma di discriminazione». (Africanews)

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