Rd Congo / Nord Kivu

In una dichiarazione sul sito web di messaggistica Telegram, lo Stato islamico ha rivendicato ieri l’attacco compiuto lunedì notte nella città di Beni, nella provincia nord-orientale del Kivu.

Almeno 13 civili sono stati uccisi tra lunedì notte e martedì mattina, in un attacco compiuto da sospetti appartenenti alla milizia filo-jihadista ugandese Allied democratic forces (Adf).

L’azione è iniziata lunedì intorno alle 21 ora locale nel distretto di Butanuka, a sud-est di Beni, quando è arrivato un gruppo di aggressori composto da uomini, ma anche donne e ragazzini. Secondo i testimoni, il gruppo sarebbe riuscito ad aggirare una postazione dell’esercito congolese (Fardc) e avrebbe iniziato a saccheggiare le abitazioni. L’esercito e la polizia sono intervenuti. Gli scontri sono durati circa un’ora, secondo le fonti di sicurezza. Nella fuga, gli assalitori hanno giustiziato i residenti con machete e armi da fuoco, secondo il vicesindaco della città.

La violenza è ripresa ieri verso le 7 del mattino, quando alcuni dei residenti che erano fuggiti sono tornati per constatare i danni subiti e raccogliere i corpi delle vittime.

Secondo il sindaco di Beni, Modeste Bakwanamaha, l’attacco sarebbe una risposta all’uccisione di 26 membri dell’Adf da parte dell’esercito durante un attacco a una postazione militare nella vicina Ngite.

La popolazione in tutta la regione è ormai stremata dalle ripetute violenze. «Perché l’esercito non è stato in grado di respingere tutti gli attaccanti e proteggere i cittadini?» chiede Kizito Bin Hangi, presidente della società civile. Un’indignazione condivisa dai tassisti dei motocicli, che ieri mattina hanno dimostrato in città mostrando i cadaveri di una coppia di motociclisti morti il giorno prima. Il corteo si è recato al municipio per chiedere una risposta più “offensiva” dell’esercito congolese contro i presunti ribelli dell’Adf.

La città di Beni è anche al centro di una preoccupante epidemia di Ebola con oltre 1.300 morti e più di 2.000 casi confermati di contagio. (Thomson Reuters Foundation / Voice of America)