Rd Congo / Agribusiness

Quattro banche di sviluppo europee non avrebbero impedito gravi abusi ai danni dei lavoratori dell’industria dell’olio di palma nella Repubblica democratica del Congo. E’ l’accusa mossa da Human Rights Watch (HRW) in un rapporto pubblicato ieri, dal titolo A Dirty Investment (Uno sporco investimento).

Gli istituti denunciati nel rapporto sono il britanico CDC, l’olandese FMO, il tedesco DEG e il belga BIO, che hanno investito un totale di circa 100 milioni di dollari nella compagnia canadese Feronia e nella sua sussidiaria congolese Plantations et Huileries du Congo (PHC), entrambe colpevoli di non fornire protezioni e pagamenti adeguati ai lavoratori.

Le due aziende lavorano su oltre 110mila ettari di piantagioni di olio di palma nel nord del paese e impiegano più di 10mila persone. La banca CDC, finanziata dal governo britannico, è anche azionista al 38% di Feronia.

Diversi gli abusi denunciati. Secondo Hrw, a causa delle mancanza delle protezioni adeguate oltre 200 lavoratori delle piantagioni sono rimasti intossicati da pesticidi riportando danni come impotenza e malattie della pelle. Le aziende finanziate dalle banche europee sono inoltre accusate di sversamento di rifiuti industriali non trattati in prossimità di zone abitate. Nel documento viene sottolineato il rischio di grave inquinamento per il fiume Loeka, unica fonte d’acqua per Boloku, uno dei villaggi in prossimità delle piantagioni.

L’inchiesta si è concentrata anche sui livelli di retribuzione. A HRW diversi lavoratori hanno detto di ricevere compensi pari a 1,20 dollari al giorno, al di sotto della soglia di povertà estrema di un 1,90 dollari fissata dall’Onu. Le donne lavoratrici sono poi sottoposte, sempre stando al dossier, a un trattamento ancora peggiore: le paghe mensili oscillerebbero infatti tra i 7,3 e i 18,75 dollari. (Dire / Radio France International)