Rd Congo / Elezioni 2018

Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro tre alti funzionari della commissione elettorale della Repubblica democratica del Congo (Ceni), accusandoli di corruzione e di aver “ostacolato e ritardato i preparativi” delle elezioni presidenziali del 30 dicembre.

Con un comunicato, il Tesoro statunitense ha dichiarato ieri che l’organizzazione delle elezioni messa in atto dalla commissione, “non ha garantito che il voto riflettesse la volontà del popolo congolese”.

I membri della Ceni bersaglio delle sanzioni sono il presidente Corneille Nangaa, il vicepresidente Norbert Basengezi e Marcellin Mukolo Basengezi, consigliere di Nangaa e figlio di Norbert Basengezi.

Le sanzioni tornano a mettere in discussione la legittimità della vittoria dell’oppositore Felix Tshisekedi, attuale presidente.

Secondo gli Stati Uniti, i tre alti funzionari hanno facilitato lo slittamento delle elezioni appropriandosi di denaro destinato a finanziare il voto e trasferendolo in società di comodo. Nangaa e Norbert Basengezi sono accusati invece d’aver corrotto i giudici spingendoli ad approvare lo slittamento delle elezioni, inizialmente previste nel dicembre 2016.

I membri della Ceni, sotto la guida di Nangaa, hanno anche gonfiato fino a 100 milioni di dollari il costo delle macchine per il voto elettronico “con l’intento di utilizzare i fondi in eccedenza per arricchimento personale, tangenti e per finanziare la campagna elettorale del candidato del presidente uscente Joseph Kabila”, l’ex ministro degli Interni Emmanuel Ramazani Shadary.

Organizzazioni panafricane e fonti congolesi, tra le quali anche gli osservatori della Chiesa cattolica, sostengono che l’oppositore Martin Fayulu abbia effettivamente vinto le elezioni, ma che alti funzionari abbiano incaricato la Ceni di assegnare il voto a Tshisekedi, che Kabila considera meno ostile ai suoi interessi. Sia Kabila che Tshisekedi negano che il voto sia stato truccato.

Gli Stati Uniti hanno criticato aspramente la condotta delle elezioni, ma alla fine hanno riconosciuto la vittoria di Tshisekedi e hanno dichiarato di essere impegnati a lavorare con il suo governo. (Reuters / US Department of Treasury)

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