Niger / SMA

La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per sequestro di persona a scopo terroristico in seguito alla notizia del rapimento la notte tra lunedì e martedì in Niger, di padre Pierluigi Maccalli, missionario della Società delle Missioni Africane (SMA).

La notizia è stata diffusa dall’agenzia Fides che cita la denuncia fatta dal confratello padre Mauro Armanino, secondo il quale Maccalli – che operava nella parrocchia di Bomoanga, in territorio Gourmancé, alla frontiera sud-ovest del paese – sarebbe stato rapito da presunti jihadisti attivi nella zona.

 «Da qualche mese la zona si trova in stato di emergenza – spiega padre Armanino – a causa della presenza di terroristi provenienti da Mali e Burkina Faso». «Un gruppo di persone ha fatto irruzione nella sua abitazione e lo ha portato via su una moto – aggiunge padre Luigino Frattin, responsabile provinciale della Società Missioni Africane -, hanno preso anche il suo computer, il cellulare e il pc delle suore». «Con lui c’era solo un confratello indiano che ha fatto in tempo a nascondersi» prosegue Frattin, spiegando che il sacerdote si trovava in una zona, al confine con il Burkina Faso, dove «vivono poche persone e tra un insediamento e l’altro ci sono decine di chilometri». Una zona particolamente instabile per la presenza di cellule dell gruppo jihadista dello Stato islamico nel Grande Sahara (Isgs) che lo scorso aprile ha rivendicato il rapimento di un insegnante nella città di Bouro, nel nord del Burkina.

Padre Pierluigi Maccalli, originario di Madignano, nel cremonese, era rientrato in Niger il 7 settembre, dopo un breve soggiorno in Italia. (Agenzia Fides / Il Corriere