Oltre un milione di sfollati e un numero ancora imprecisato di morti. Sono le cifre che descrivono il dramma che da mesi sta vivendo la popolazione della regione orientale della Repubblica Democratica del Congo, terreno dallo scorso settembre dell’accentuarsi di un conflitto rimasto per anni silente, ma che ha radici lontane. Gli scontri nella remota regione congolese del Kivu, di fatto, non sono mai cessati dalla prima guerra in Congo, iniziata nel 1996 con Rwanda e Uganda al fianco di Laurent Desiré Kabila (il padre dell’attuale presidente congolese Joseph), per rovesciare l’allora presidente Moubutu Sese Seko.
Già molto prima del riaccendersi del conflitto le organizzazioni umanitarie denunciavano che gli attacchi delle varie milizie e il degrado complessivo della situazione causavano una media di 1.000 morti al giorno. Quello del Kivu è un conflitto intricato, che cerchiamo di raccontarvi assieme a Raffaello Zordan, redattore di Nigrizia.

(A cura di Michela Trevisan)