La campagna di Wwf contro Total
Per sensibilizzare l’opinione pubblica europea sui pericoli dello sfruttamento petrolifero nel parco congolese dei Virunga, creato nel 1925 e classificato patrimonio mondiale dell’Unesco, Wwf Francia ha, nelle scorse settimane, lanciato la campagna SOS Virunga. In audio, l’intervista di Afriradio a Jean-Baptiste Roelens, responsabile “clima e foreste tropicali” di Wwf.

La multinazionale francese Total deve impegnarsi a rispettare i limiti del parco nazionale dei Virunga (Nord est della Rd Congo) e di non penetrare i suoi ambienti, né per le attività esplorative né per quelle estrattive. La richiesta arriva da WWF Francia, organismo internazionale di difesa dell’ambiente che, nelle scorse settimane, ha lanciato la campagna SOS Virunga per sensibilizzare l’opinione pubblica e i politici europei sui pericoli dello sfruttamento petrolifero nel perimetro del parco congolese, il più vecchio d’Africa.

 

Creato nel 1925 e classificato patrimonio mondiale dell’Unesco cinquantaquattro anni dopo, il parco è una vera miniera, grazie ad un’eccezionale biodiversità costituita, tra l’altro, da duecento specie di mammiferi, tra cui i gorilla di montagna (vedi foto).

 

“Total deve prendere questo impegno, non solo per i rischi ambientali dell’esplorazione e sfruttamento petrolifero, ma anche per adeguarsi agli standard di altre multinazionali petrolifere”: così, in un’intervista ad Afriradio, si è espresso Jean-Baptiste Roelens, responsabile clima e foreste tropicali di WWF Francia. L’esperto internazionale ricorda, a proposito, il caso della multinazionale anglo-olandese Shell che, nell’agosto 2003, ha comunicato la sua rinuncia a ogni esplorazione o estrazione di petrolio e gas nel perimetro dei siti naturali, classificati patrimonio mondiale dell’Unesco.

 

Inoltre, ha aggiunto Roelens, la sezione francese di WWF ha chiesto a Total di bloccare le esplorazioni anche nelle zone periferiche del parco, in attesa del cosiddetto “studio di valutazione ambientale strategica” ordinato, in seguito anche alla pressione della comunità internazionale, dal precedente esecutivo congolese e finanziato dall’Unione europea.

 

I risultati finali dello studio sono attesi entro la fine del 2012. Resta, però, il rischio che le varie aziende che, insieme a Total, hanno ricevuto dalla presidenza congolese il permesso di esplorazione sull’85% dei 7802 km quadrati del parco, violino le leggi ambientali congolesi ed internazionali nell’indifferenza totale.

 

L’affare, infatti, preoccupa la società civile locale, che insorge, mentre la classe politica sarebbe più incline all’avvento dell’industria petrolifera, che si sta, peraltro, già sviluppando in Uganda, in un’area confinante con il parco congolese.

 

Total non ha ancora dato risposta alla richiesta di WWF Francia, la cui sezione italiana è, però, riuscita a convincere Eni a rinunciare al progetto di acquisto dei diritti di esplorazione di uno dei blocchi del parco dei Virunga.

 

(In audio l’intervista di Fortuna Ekutsu Mambulu a Jean-Baptiste Roelens, responsabile clima e foreste tropicali di WWF Francia)