Armi, Conflitti e Terrorismo Congo (Rep. dem.) Rwanda
Il presidente davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite
Rd Congo, Tshisekedi: “Il Rwanda aggredisce le province del nordest”
21 Settembre 2022
Articolo di Redazione
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Félix Tshisekedi, presidente della Repubblica democratica del Congo

Davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, riunita a New York, il presidente della repubblica democratica del Congo, Félix Tshisekedi, ha accusato il Rwanda di aggressione militare e di occupazione di parti del territorio del nordest del paese, un’area ricca di minerali strategici.

Non si tratta certo di un segreto che il presidente rwandese Paul Kagame spadroneggi da quelle parti da quando è al potere, cioè dal 1994, anno del genocidio in Rwanda. Nelle pieghe dell’instabilità di tre province – Ituri, Sud Kivu e Nord Kivu –, instabilità che contribuisce ad alimentare, il Rwanda riesce a gestire traffici di materie prime e, di fatto, ad esercitare la sua sovranità. Lo hanno denunciato a più riprese la società civile congolese e alcuni partiti di opposizione. E lo hanno certificato rapporti delle Nazioni Unite, oltre che reportage e analisi giornalistiche.

Questa volta la denuncia è diretta e senza giri di parole: «Kigali occupa alcune località del Nord Kivu attraverso un gruppo armato, il Movimento del 23 marzo (M23), che gode del sostegno dell’esercito rwandese». In un discorso durato 40 minuti, Tshisekedi ha ribadito che questa alleanza tra le forze armate rwandesi e l’M23 «è fuori discussione».

Sempre a proposito delle interferenze rwandesi in Rd Congo, è di ieri la notizia che è stato arrestato Philémon Yav Irung, il generale che dirigeva le operazioni contro i riballi M23. L’accusa è di intelligenza con il nemico. Avrebbe infatti avuto comunicazioni costanti con il generale rwandese James Kabarebe, consigliere speciale di Paul Kagame in materia di sicurezza…

In attesa della risposta, in sede Onu, di Paul Kagame che, come sempre, negherà su tutta la linea, è il caso di comprendere perché Tshisekedi ha fatto questa mossa. La ragione fondamentale è legata alla possibilità di vincere le elezioni, previste per il dicembre 2023, e vedersi confermare per un secondo mandato.

La campagna elettorale è già iniziata e se non riuscirà a portare a casa almeno una parvenza di stabilità nel nordest, difficilmente sarà confermato. Thisekedi ne è consapevole e per questo ha posto in stato d’assedio (cioè ha sospeso le amministrazioni civili e ha affidato il governo ai militari), fin dal maggio 2021 le province dell’Ituri e del Nord Kivu.

Il provvedimento non ha dato finora dei risultati rilevanti e Tshisekedi sente sul collo il fiato di Martin Fayulu, leader di un’ampia coalizione di forze dell’opposizione, che si è candidato alla presidenza. E Fayulu non ha intenzione di farsi defraudare come è accaduto nel 2018, quando la Commissione elettorale e il verdetto della Corte suprema hanno modificato l’esito del voto e gli hanno impedito di governare.

 

 

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