Sud Sudan / Petrolio

Nella conferenza ‘South Sudan Oil and Power’, svoltasi nei giorni scorsi a Juba, il governo sud sudanese ha presentato a circa 600 potenziali investitori 14 nuovi blocchi petroliferi. Si tratta di giacimenti recentemente scoperti e delimitati.

Il ministro del petrolio, Daniel Awow Chuang, ha dichiarato che le licenze per il loro sfruttamento saranno assegnate mediante gare d’appalto nel prossimo anno. Il governo di Juba spera in nuovi investimenti, soprattutto da parte di compagnie che lavorano anche in altri settori economici, che pure necessitano di essere sviluppati.

Il Sud Sudan produce attualmente 175mila barili di petrolio al giorno, ma, secondo stime di esperti, la sua potenzialità produttiva potrebbe arrivare ai 500mila barili giornalieri. Senza contare che il settore è ancora in gran parte inesplorato.

L’anno scorso il Sudafrica ha firmato con Juba un accordo per investimenti nel paese del suo Fondo strategico per il carburante attraverso la Nile Pet, la compagnia petrolifera sud sudanese.

Nella conferenza, il vicepresidente Taban Deng ha sottolineato l’importanza di dotare il paese di infrastrutture quali le raffinerie. A suo parere, l’investimento andrebbe a vantaggio anche dello sviluppo regionale, facendo risparmiare ingenti risorse ora utilizzate per l’importazione di prodotti petroliferi raffinati in altre parte del mondo.

Koang Tutlam, ministro del petrolio etiopico, ha chiesto a Juba di affrontare in modo serio il problema della sicurezza, riferendosi ai pesanti strascichi della guerra civile, che costituisce un pericolo reale per la stabilità di tutta la regione. Ha ricordato che il mercato etiopico, con i suoi 100 milioni di persone, potrebbe essere molto interessante.

L’inviato keniano, Stephen Kalonzo Musyoka, ha sottolineato le possibilità per lo sviluppo regionale offerte dal recente accordo per la zona di libero scambio continentale (African Continental Free Trade Area – AfCFTA). (The East African)