Sud Sudan

Almeno 190.000 persone sarebbero state uccise nei cinque anni di guerra civile in Sud Sudan. La stima emerge da uno studio della London School of Hygiene and Tropical Medicine pubblicato martedì che evidenzia però che il numero complessivo delle vittime è di almeno 383.000 se si tiene conto di fattori quali lo spostamento della popolazione, l’interruzione del servizio sanitario e la mancanza di cibo. Ma “il numero reale potrebbe essere considerevolmente più alto”, fa notare la ricerca.

Lo studio, che copre il periodo tra dicembre 2013 e aprile di quest’anno, ha mostrato che la maggior parte dei decessi sono avvenuti negli stati di Jonglei, Unity e Equatoria. Il tasso di mortalità per la violenza ha raggiunto il picco nel 2016-2017. Nel 2016, in particolare, 50.000 persone sono state uccise e quasi un quarto della popolazione di 12 milioni sradicati dai combattimenti sviluppatisi spesso lungo linee etniche.

Attualmente si contano quasi 2 milioni di sfollati interni e 2,5 milioni di profughi in altri paesi, riferisce l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (UNHCR).

Il conflitto è scoppiato nel dicembre 2013, dopo un disaccordo politico tra il presidente Salva Kiir e l’allora vicepresidente Riek Machar che, una volta cacciato, ha imbracciato le armi. Dopo un primo accordo di pace violato nel 2015, questo mese Kiir, Machar e altre fazioni ribelli hanno siglato un nuovo, fragile accordo. Sul terreno però il conflitto è ancora in corso e anche lunedì le forze governative e il più grande gruppo ribelle, alleato di Machar, si sono nuovamente scontrati nel nord del paese. (Reuters)

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