Sudafrica / Cambiamenti Climatici

Il parlamento sudafricano ha approvato ieri la ‘carbon tax 2019’, un disegno di legge il cui via libera è stato a lungo ritardato dalle lobby industriali, in quanto cerca di ridurre le emissioni di carbonio nel paese più industrializzato e inquinante del continente.

Una legge contrastata dalle grandi aziende – grandi consumatori di energia -, tra cui Sibanye-Stillwater, primo produttore di oro del paese è uno dei 10 maggiori produttori di oro a livello mondiale, dove è anche terzo produttore di palladio e platino. Ad opporsi anche la filiale locale del colosso mondiale dell’acciaio ArcelorMittal, sostenendo che i parametri di CO2 consentiti sono inaccessibili.

Sulla base del principio “chi inquina paga”, le aziende che superano la soglia di emissioni di carbonio saranno soggette al pagamento di una tassa pari a 120 rand (circa 8,5 dollari) per ogni tonnellata di emissioni in eccesso. La nuova legge dovrebbe entrare in vigore a giugno e saranno offerti incentivi fiscali per ridurre al minimo l’impatto sull’economia e il commercio.

Il Sudafrica ha aderito all’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, impegnandosi a ridurre i gas serra del 42% entro il 2025.

«I cambiamenti climatici sono una realtà e dovremo prepararci a operare in un’economia a basse emissioni di carbonio nel medio-lungo periodo. Operare in base al “business as usual” non è più un’opzione», ha detto il vice ministro delle Finanze, Mondli Gungubele. (Eyewitness News)