La morte di Frederik Willem de Klerk a 85 anni, annunciata l’11 novembre, a causa del tumore ai polmoni con cui da vari mesi stava combattendo, ha suscitato, come comprensibile, le più diverse reazioni nell’opinione pubblica sudafricana.

De Klerk, ultimo presidente bianco del regime di aparthied, sarà ricordato soprattutto per il Nobel per la pace condiviso, nel 1993, con Nelson Mandela. I due leader vennero insigniti del prestigioso premio “per l’opera a favore della pacifica transizione che condusse alla fine del regime di apartheid e per aver posto le basi di un nuovo Sudafrica democratico”, recitava tra l’altro la motivazione.

La sua scomparsa avviene poche settimane dopo i festeggiamenti per il novantesimo compleanno di un’altro eroe della lotta contro l’apartheid, anche lui insignito del Nobel per la pace: l’arcivescovo anglicano Desmond Tutu. 

Dopo dieci anni di attività come avvocato, de Klerk si guadagnò un seggio in parlamento come membro del Partito Nazionale, che nel 1948 aveva introdotto nel paese il sistema dell’aparthied. Il defunto presidente ne condivideva allora pienamente la politica repressiva. Divenendo, dal 1989 al 1994, capo del governo sudafricano, quando cerò di distanziarsi gradualmente dal regime che aveva sposato.

Per questo la sua uscita di scena e la sua morte hanno provocato accesi dibattiti sui social media tra chi lo ritiene ultimo baluardo del regime razzista e chi ne ammira il coraggio per aver aperto la strada alla liberazione dal carcere di Mandela, alla libertà d’azione dei partiti politici e alle trattative per la nuova Costituzione.

In uno dei suoi ultimi messaggi, l’ex presidente affermava: «Senza giustificazione di sorta, chiedo perdono per il dolore e le ferite provocate, per aver calpestato la loro dignità e per i gravi danni inferti attraverso l’apartheid alla popolazione nera, meticcia e indiana in Sudafrica».  

Nella sua dichiarazione seguita alla morte di de Klerk, il presidente Cyril Ramaphosa ha affermato che la sua scomparsa «dovrebbe ispirare tutti noi a riflettere sulla nascita della nostra democrazia». Anche i leader di Alleanza Democratica, il maggiore partito di opposizione al governo dell’African National Congress, al potere dalla fine dell’apartheid, hanno dichiarato che va riconosciuto il contributo dato da de Klerk alla transizione democratica del paese e al superamento del regime segregazionista bianco. 

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