Rischio repressione

La giunta militare al potere in Sudan dalla destituzione del presidente Omar El-Bashir ha ordinato la chiusura degli uffici a Khartoum della tv satellitare al-Jazeera.

Lo ha denunciato la stessa emittente del Qatar. Nelle ultime ore, ha fatto sapere al-Jazeera, il direttore dell’ufficio di Khartoum è stato informato del fatto che verranno chiusi gli studi e ritirati i permessi di lavoro dei giornalisti e dello staff. In una nota l’emittente ha denunciato l’improvvisa chiusura dei suoi uffici, considerata una «violazione totale della libertà di stampa», un «attacco alla libertà dei media, al giornalismo e al diritto di tutti a essere informati sulla realtà di quanto sta accadendo in Sudan».

Al Jazeera promette che continuerà a lavorare «nonostante le interferenze politiche delle autorità sudanesi».

Ma che ci sia aria di repressione nel paese lo testimonia anche la presa di posizione della giunta militare al potere, secondo cui il sit-in che da mesi assedia il quartier generale delle Forze Armate a Khartoum è diventato una «minaccia» per la sicurezza.

Nelle ultime ore, dopo due giorni di sciopero generale voluto dalle opposizioni, un portavoce del Consiglio militare transitorio ha assicurato in una dichiarazione in tv un intervento «nei limiti della legge» contro gli «elementi ribelli». «Il sito delle proteste non è più sicuro – ha detto il generale Bahar Ahmed Bahar – e rappresenta un pericolo per la rivoluzione e i rivoluzionari nonché una minaccia per lo stato e la sua sicurezza nazionale».

Il generale, che comanda la regione centrale di Khartoum, ha denunciato un attacco nei pressi del sit-in contro un mezzo delle Forze di supporto rapido (Rsf). «Gli apparati del sistema di sicurezza lavoreranno nel rispetto della legge in modo da garantire la sicurezza dei cittadini e porre fine alle manifestazioni che turbano la sicurezza», afferma una nota dei militari rilanciata dall’agenzia Xinhua.

La giunta militare è al potere dalla destituzione, lo scorso 11 aprile, del presidente Omar El-Bashir. L’obiettivo dello sciopero generale era fare pressioni sulla giunta per uscire dallo stallo nelle trattative per la formazione di un governo civile.