Sudan

Il Consiglio sovrano ha deciso di chiudere i confini con la Libia e la Repubblica Centrafricana per motivi di sicurezza e danni economici al paese. Nel comunicato ufficiale diffuso ieri ha citato il fatto che veicoli non identificabili usano passare illegalmente i confini con i due paesi, travagliati da annosi conflitti. Il governo sudanese si è spesso lamentato del traffico di armi provenienti dai due paesi.

La decisione è stata presa dopo un incontro con il governo del Sud Darfur, che confina con il Centrafrica.

Secondo numerosi rapporti, dal confine con la Repubblica Centrafricana passerebbero anche i traffici di avorio con cui si finanziano i rimanenti miliziani del gruppo terroristico ugandese Lord Resistance Army, che avrebbero ormai le loro basi in un territorio centrafricano confinante con il Sudan. Gli stessi rapporti sospettavano connessioni con il regime del deposto presidente al-Bashir.

Dal confine con la Libia passano, invece, anche i traffici di migranti in viaggio verso le coste del Mediterraneo. Mercoledì le Rapid support forces (Rsf), hanno detto di aver arrestato sul confine libico 13 trafficanti (5 libici e 8 sudanesi) e 120 migranti illegali (54 sudanesi, 36 etiopici, 6 ciadiani e 24 libici) e di aver sequestrato 8 fuoristrada.

Il Sudan è considerato paese di origine e transito dei flussi migratori dai paesi del Corno d’Africa e centro operativo di reti di trafficanti di esseri umani. Fa parte dell’accordo con l’Unione europea, denominato Processo di Khartoum, per la gestione dei flussi migratori sulla rotta del Mediterraneo Centrale.

Le Rsf, nate come milizia derivata dai janjaweed che hanno devastato il Darfur, sono ora parte del Consiglio sovrano sudanese e il loro comandante, conosciuto come Hemeti, é considerato il nuovo uomo forte del paese. (Voice of America / Sudan Tribune)