Sudan

Le Forze armate sudanesi hanno annunciato ieri d’aver sventato un nuovo tentativo di colpo di stato guidato dal vertice del Capi di stato maggiore congiunto (Joint Chiefs of Staff), con la partecipazione di alcuni leader del regime estromesso e del movimento islamista. In manette sono finiti alti ranghi militari e leader politici del Movimento Islamico e del Partito del Congresso Nazionale.

Il nuovo complotto sarebbe legato al golpe sventato dai servizi di sicurezza l’11 luglio con l’arresto di alcuni militari, ma non della mente del colpo di stato. Quel giorno, il capo del comitato per la sicurezza nel Consiglio militare transitorio (Tmc), Gamal Omer, affermava che erano stati arrestati 12 ufficiali, di cui 7 in servizio e 5 in pensione.

Nella dichiarazione di ieri si afferma che le indagini hanno fatto luce su un nuovo complotto, diretto dal “tenente generale Hashim Abdel Muttalab Ahmed, alla guida dei Capi di stato maggiore congiunto, e da un certo numero di alti ufficiali delle forze armate, della sicurezza nazionale e dei servizi di intelligence, con i leader del Movimento Islamico e del Partito del Congresso Nazionale”, partito del deposto presidente Omar El-Bashir, messo fuori legge.

Oltre al vertice dei Capi di stato maggiore congiunto, l’elenco degli ufficiali militari arrestati comprende il comandante dei Corpi Corazzati (Armoured Corps), generale Nasr al-Din Abdel Fattah, il suo vice, il comandante della regione di Khartum e il comandante delle Forze di Difesa Popolare (Popular Defense Forces), gruppo armato che ha combattuto la guerra contro i ribelli del Sud Sudan sotto la bandiera della jihad.

Tra i politici arrestati l’ex ministro degli Esteri Ali Karti, ex ministro dei Minerali Kamal Abdel Latif, e Zubair Ahmed al-Hassan, segretario generale del Movimento Islamico, legato ai Fratelli Musulmani. Karti è descritto come uno dei falchi del partito islamista, ex capo delle Forze di Difesa Popolare. Kamal Abdel Latif è invece uno degli elementi più importanti delle forze di Sicurezza Popolare (Popular Security), una milizia istituita per difendere l’ex regime del Partito del Congresso Nazionale e del Movimento Islamico.

Ieri il Tmc ha anche trasmesso una dichiarazione video, letta da Hashim Abdel Muttalab, che i golpisti avevano registrato per mandarla in onda dopo il colpo di stato. La dichiarazione militare affermava che golpe mirava a interrompere “la gloriosa rivoluzione popolare” e ristabilire l’ex regime.

Questo è il quinto tentativo di golpe da quando la giunta militare di transizione ha preso il potere l’11 aprile, dopo la deposizione di El-Bashir. Ma è la prima volta che le autorità rendono pubblici i nomi delle persone coinvolte.

Quanto sta avvenendo evidenzia la forte tensione che caratterizza la relazione tra le Forze di supporto rapido (Rapid support forces – Rsf) guidate dal vicepresidente della giunta militare, Mohamed Dagali detto Hemeti, e la leadership dell’esercito. (Sudan Tribune)