Sudan / Europa

Europa sotto accusa per finanziamenti alla temuta milizia darfuriana janjaweed, divenuta ora Rapid support forces, prima responsabile del massacro di civili avvenuto il 3 giugno a Khartoum, guidata da Mohamed Hamdan Dagolo detto Hemeti.

La protesta, espressa con lettera-appello al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, è stata firmata da decine di associazioni sudanesi ed eritree, convinte che attraverso i programmi Ue di “esternalizzazione delle frontiere” Hemeti continui a ricevere milioni di euro.

Lui, incurante dell’accusa di aver fatto sparare sulla folla e lanciare decine di cadaveri da un ponte sul Nilo, lo ha confermato: «Proteggiamo gli europei dall’arrivo di milioni di migranti irregolari; lavoriamo per conto degli europei, difendiamo la loro sicurezza nazionale».

Ma potrebbe non essere finita qui. Il 6 luglio la Casa Bianca dovrà rispondere a una petizione che ha raccolto in pochi giorni migliaia di firme: la richiesta è che Hemedti sia inserito nella lista globale dei “terroristi”.

Intanto ieri decine di migliaia di persone sono scese in strada a Khartoum chiedendo che i militari, al potere dopo aver deposto il presidente Omar al-Bashir, cedano il governo ai civili. Si è trattato della più grande manifestazione dopo i massacri di oltre 120 persone all’inizio del mese.
Secondo un gruppo di medici anche ieri 5 persone sono state uccise dai militari e diverse altre ferite gravemente. (Dire / VoA)

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