Sudan / CPI

Il deposto presidente del Sudan Omar Hassan El-Bashir non sarà estradato e consegnato alla Corte penale internazionale (CPI) che lo accusa di crimini di guerra, contro l’umanità e genocidio.

Lo ha affermato il 22 novembre il numero uno dell’esecutivo di transizione, il generale Abdel Fattah al-Burhan, capo del consiglio sovrano. Il Sudan non ha obblighi nei confronti della Cpi in quanto non è tra i paesi firmatari degli accordi di Roma, ha ricordato l’ambasciatore del Sudan presso le Nazioni Unite.

Per diverse settimane, si vociferava della possibile consegna dell’ex leader sudanese al tribunale dell’Aja, che ne ha chiesto l’estradizione. Visitando il Darfur tre settimane fa, il primo ministro Abdalla Hamdok aveva suscitato aspettative quando, di fronte ai rifugiati che chiedevano la consegna alla CPI di tutti i criminali, aveva risposto: «Lavoreremo tutti insieme per soddisfare le vostre richieste e garantire un ritorno a una vita normale».

Omar El-Bashir (nella foto) è attualmente sotto processo nel suo paese per corruzione. Il verdetto è atteso per il prossimo mese. Nelle ultime due settimane è stato anche oggetto di un nuovo mandato di arresto per il suo ruolo nel colpo di stato che lo ha portato al potere 30 anni fa e per il quale rischia una condanna a morte o la reclusione a vita. (Radio France International)