Sudan

Contractor russi al fianco dei servizi di sicurezza di Khartoum per reprimere le manifestazioni di piazza contro il carovita e il governo del presidente Omar Hassan al-Bashir: è l’ipotesi accreditata dal quotidiano online Sudan Tribune, che cita fonti di intelligence.

Secondo questa ricostruzione, addestratori della società moscovita Wagner stanno lavorando da fine dicembre con gli agenti del Niss, i servizi di sicurezza sudanesi. Fotografie di contractor russi a Khartoum erano state pubblicate da attivisti anti-governativi a partire dal 26 dicembre.

Secondo il Sudan Tribune, addestratori e agenti di Wagner erano già stati segnalati nei mesi scorsi al confine tra il Sudan e la Repubblica Centrafricana, un paese in cui la Russia sostiene il governo del presidente Faustin-Archange Touadera.

A Khartoum ieri il ministro dell’Interno Ahmed Bilal Othman ha riferito che dall’inizio delle proteste sono state arrestate 816 persone, e ne sono morte almeno 19. Una stima molto inferiore rispetto a quella fornita da attivisti e ong, che parlano di centinaia di vittime e migliaia di arresti.

In risposta ad un memorandum presentato da 22 partiti della stessa coalizione governativa nel dialogo nazionale, in cui si chiede al presidente di dimettersi e all’esercito di proteggere i dimostranti (come era avvento durante le proteste popolari che portarono al cambio di regime nel 1964 e nel 1985), al-Bashir ha dichiarato ieri di non aver nulla in contrario a consegnare il potere ai militari. La dichiarazione è stata subito sconfessata da Ali Osman Taha, suo ex vicepresidente e autorevole membro del partito di governo, il Partito del Congresso Nazionale (NCP). (Agenzia Dire)