Sudan / Migrazioni

Centinaia di migranti sudanesi, fermi da mesi alla frontiera di Ventimiglia, saranno presto rimpatriati, dopo essere stati identificati con l’aiuto del governo sudanese. L’invito alla cooperazione sarebbe venuto direttamente dalle autorità italiane che hanno fatto presente la situazione all’ambasciata sudanese in Italia. L’ha dichiarato il  portavoce del ministro degli esteri sudanese, ambasciator Gharib Allah Khidir, che ha aggiunto di aver chiesto al ministero degli Interni di inviare urgentemente in Italia un gruppo di funzionari per l’identificazione. La richiesta viene pochi giorni dopo la firma di accordi di collaborazione tra la polizia italiana e quella sudanese sulle migrazioni irregolari.

I migranti sudanesi che partono dalle coste libiche e approdano su quelle italiane sono stati il 6% del totale degli arrivi nel 2015, dunque parecchie migliaia. Il Sudan è il quinto tra i paesi di origine dei flussi che arrivano nel nostro paese. I migranti sudanesi fuggono da un regime che non garantisce la libertà di stampa, di associazione, di opinione, di religione, dove è diffuso l’arresto degli oppositori, dove le dimostrazioni pacifiche vengono represse, i dimostranti arrestati, spesso torturati e aggrediti sessualmente se sono donne.

In Sudan sono attivi conflitti armati in tre zone del paese, il Sud Kordofan, il Blue Nile e il Darfur, in cui l’esercito governativo compie regolarmente azioni che colpiscono la popolazione civile. Dunque i migranti sudanesi sono tra quelli che hanno diritto a richiedere asilo e a vederselo riconosciuto. Le autorità francesi sostengono che tale richiesta deve essere fatta in Italia. Il nostro governo, evidentemente, ritiene che il governo sudanese sia un supporto adatto a valutarle. (Sudan Tribune)