Sudan / Continuano le proteste popolari

Mentre la rivolta popolare in Sudan dura ormai da più di 50 giorni e continua ad intensificarsi, l’opposizione chiede un’inchiesta internazionale sull’uso della violenza contro manifestazioni pacifiche.

Nei giorni scorsi, 31 attivisti per i diritti umani e organizzazioni della società civile sudanese e non, hanno indirizzato un appello ai rappresentanti permanenti degli stati membri e osservatori del Consiglio dell’Onu per i diritti umani. Chiedono che vengano accertati in modo indipendente gli abusi delle forze di sicurezza, da più parti denunciati. Solo negli ultimi giorni, ha suscitato orrore la morte sotto tortura di un insegnante a Kassala, nel Sudan orientale. Mentre è viva la preoccupazione per la scomparsa di Rudwan Dawod, difensore dei diritti umani e attivista politico, con passaporto anche americano, arrestato a Khartoum il 16 gennaio scorso.

Anche la rete di opposizione ‘Sudan Call’ chiede un’indagine indipendente della comunità internazionale. Lo ha domandato con forza il suo segretario per gli affari esteri, Yassir Arman, in un discorso tenuto all’università di Oxford venerdì scorso, in cui ha anche sottolineato la necessità che vengano sospese tutte le trattative in atto con il governo sudanese, messo sotto accusa dai suoi stessi cittadini, e il cui presidente rimane ricercato dalla Corte penale internazionale. Ha infine osservato che, comunque vada a finire la rivolta popolare, nulla sarà più come prima in Sudan. (Redazione)

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati