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Esercito e polizia schierati in forza nella capitale
Sudan: nuove, imponenti proteste nell’anniversario della rivolta popolare
06 Aprile 2022
Articolo di Redazione
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I comitati di resistenza contro i militari golpisti al potere hanno organizzato imponenti manifestazioni oggi, anniversario della rivolta popolare che nel 1985 rovesciò il presidente Jaafar Nimeiri e a pochi giorni dal terzo anniversario della caduta del dittatore Omar El-Bashir, deposto dai militari l’11 aprile 2019 dopo mesi di sollevazioni popolari.

Nella capitale Khartoum esercito e polizia hanno installato container sui due ponti sul Nilo Azzurro per fermare il traffico. Le strade sono state bloccate vicino al quartier generale militare, attorno al quale nell’ultimo anno è stato costruito un muro alto cinque metri.

Gli attivisti pro-democrazia affermano che è previsto anche un blackout di telecomunicazioni e Internet. Tutte le scuole sono chiuse. I media locali riferiscono che la polizia antisommossa, localmente conosciuta come Abu Tayra e recentemente sanzionata dagli Stati Uniti per uso eccessivo della forza, avrebbe ricevuto bonus in denaro per incoraggiarla a reprimere le proteste.

Le manifestazioni di protesta e disobbedienza civile, alle quali partecipano migliaia di giovani, non si sono mai fermate dopo il golpe militare del 25 ottobre scorso, e sono state regolarmente represse con la forza. Da quella data l’associazione dei medici sudanesi ha contato finora 93 morti, almeno 15 dei quali minorenni.

Intanto, il capo del Consiglio sovrano, generale Abdel Fattah al-Burhan, sta rafforzando il controllo sulle istituzioni, annullando le nomine fatte dalla leadership civile durante il periodo di condivisione del potere.

Il 29 marzo scorso ha licenziato senza preavviso i vertici di 30 università nazionali, sostituendoli con responsabili da lui nominati. Molti docenti hanno iniziato uno sciopero a tempo indeterminato per protesta.

Nei giorni scorsi, poi, al-Burhan ha minacciato di espellere il rappresentante speciale delle Nazioni Unite nel paese, accusandolo di aver oltrepassato il suo mandato. L’insofferenza del generale riguarda i contenuti dell’aggiornamento sulla situazione nel paese fatto da Volker Perthes al Consiglio di sicurezza, nel quale commentava le turbolenze economiche, la violenza contro i manifestanti e le priorità per un’auspicata transizione verso libere elezioni.

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