Degrado ambientale. La risposta del Burkina Faso
Un Forum sullo sviluppo sostenibile, ma anche progetti contro la desertificazione e per il rimboschimento, lo smaltimento di rifiuti e il riciclaggio di prodotti plastici: il Burkina Faso si impegna concretamente nella tutela dell’ambiente.

Il Burkina Faso negli ultimi anni ha rivolto grande attenzione alla difesa dell’ambiente con vari programmi di recupero e di tutela del territorio. E il prossimo ottobre ospiterà nella sua capitale Ouagadougou la sessione africana del settimo Forum Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile. Attesi 2000 partecipanti per un evento che sarà un’occasione di confronto su temi di sempre più larga attualità. Una vetrina fondamentale per un paese tra i più poveri al mondo e una buona opportunità per riflettere anche sulle strategie da intraprendere in materia di sviluppo economico. Il Forum sarà anche l’occasione per i paesi africani di raggiungere una comunione d’intenti e di parlare all’unisono il prossimo dicembre a Copenhagen dove si svolgerà la quindicesima conferenza per i cambiamenti climatici delle Nazioni Unite.     

La scelta di ospitare il Forum segna un punto importante nel programma di salvaguardia ambientale del governo burkinabé. In un momento difficile in cui, a causa delle gravi difficoltà nel lavoro della terra, le campagne si stanno spopolando per dare vita a una sempre più disordinata urbanizzazione, il ministro dell’Ambiente Salifou Sawadogo punta con convinzione su progetti ecosostenibili. Ne è un esempio il programma di riforestazione del paese 2009-2010, “Renforcement de la responsabilité des collectivités territoriales dans les campagnes de reforestation“. All’interno di questo programma è stata presentata lo scorso 18 luglio la campagna di rimboscamento della capitale “Ouaga la verteche vedrà la piantumazione di circa 10mila alberi in risposta al degrado ambientale della città. Stesso impegno nella regione di Ziga, a 60 chilometri da Ouagadougou, dove il 5 agosto una trentina tra ministri e collaboratori armati di zappa hanno piantato 3000 acacie. Il ministro Sawadogo ha sottolineato che con questa azione il governo vuole sensibilizzare la popolazione affinché ciascun cittadino possa piantare due o tre alberi, come atto importante di lotta contro la desertificazione e i cambiamenti climatici. Sempre nella regione di Ziga già nel biennio 2007-2008 erano stati piantati più di 6000 alberi mentre si stima che nella capitale, tra il 1996 e il 2009, ne siano stati piantati circa 150mila. Alcuni osservatori hanno però segnalato che, una volta piantati, gli alberi non sempre vengono adeguatamente curati dagli abitanti delle zone rimboscate. Serviranno quindi nuove misure per creare consapevolezza ambientale in tutti gli attori sociale coinvolti.

Negli ultimi anni il paese è in prima linea anche come promotore di innovative opere di salvaguardia dell’ambiente attraverso la creazione di soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti e per il riciclaggio dei prodotti plastici. Grande impegno della capitale Ouagadougou che nel  2004 e nel 2006 ha vinto il “Premio Città più Pulita dell’Africa” e nel 2005 ha visto l’inaugurazione della prima discarica moderna dell’Africa Occidentale finanziata dalla Banca Mondiale.  Dal 1995 opera invece, sempre a Ouagadougou, la Brigade Verte, associazione di donne impegnate nella raccolta dei rifiuti e nella salvaguardia dell’ambiente cittadino. Alcune delle socie sono state coinvolte nella gestione di un centro di raccolta e di riciclaggio di rifiuti plastici creato nel 2005 nella capitale grazie all’interessamento dell’associazione italiana LVIA, impegnata nel paese dal 1972 con progetti di cooperazione e sviluppo.