Tanzania

In una conferenza stampa congiunta tenutasi ieri a Nairobi, le due ong hanno chiesto al governo della Tanzania di attenuare le restrizioni sulla libertà di stampa e sull’espressione del dissenso introdotte nella legislazione tanzaniana dall’entrata in carica del presidente John Magufuli, nel 2015.

La richiesta è motivata dalle ricerche delle due organizzazioni sulla situazione nel paese. I rapporti, presentati nella conferenza stampa di ieri, sono basati su decine di interviste a giornalisti, politici, attivisti e altri osservatori. Roland Ebole, coordinatore delle ricerche per Amnesty International, ha affermato che il presidente deve “riflettere attentamente sul brutale sventramento del quadro di riferimento legale riguardante i diritti umani operato dal suo governo”. Ha citato in particolare le restrizioni introdotte alla libertà di stampa ed opinione, e l’intenzione di limitare la libertà di azione della società civile.

Oryem Nyeko, ricercatore per il rapporto di Human Rights Watch, ha sottolineato che le prossime elezioni, che si svolgeranno nel 2020, non potranno essere libere e credibili nel clima di sospetto verso gli oppositori che regna ora nel paese. Ha chiesto perciò che vengano revocate le leggi che, di fatto, hanno silenziato i mezzi d’informazione e la società civile. Secondo i due autorevoli gruppi, recentemente sono state introdotte limitazioni anche all’attività dei politici di opposizione, alcuni dei quali sono stati processati con accuse false.

Muthoki Mumo, del Comitato per la protezione dei giornalisti, ha osservato che neppure la lotta alla corruzione, priorità per il presidente Magufuli, potrà essere condotta in un clima di repressione dei giornalisti che hanno il compito di scoprirla e metterla in luce. (Voice of America)