Tanzania

Il governo della Tanzania, con il supporto del WWF, ha iniziato un programma di protezione degli elefanti nella riserva nazionale di Selous, una delle più vaste del paese, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità in pericolo nel 2014.

Il programma prevede di mettere un collare satellitare a 60 elefanti nell’arco di un anno, nella riserva e nei suoi immediati dintorni. I dati raccolti sui movimenti degli elefanti, e dei branchi di cui fanno parte, saranno resi disponibili in tempo reale su smartphone in dotazione ai ranger che lavorano per la protezione della fauna del parco. Questo permetterà di intervenire tempestivamente sia per combattere il bracconaggio rampante sia per proteggere insediamenti e proprietà umane dalle devastazioni causate dal passaggio dei pachidermi, evitando così conflitti con la popolazione locale. 

Il programma è diretto da ricercatori e veterinari di diversi enti governativi e in particolare dell’Istituto di ricerca sulla fauna selvatica (Tanzania Wildlife Research Institute) in collaborazione con l’autorità per la fauna selvatica (Tanzania Wildlife Authority) e l’autorità per i parchi (Tanzania National Parks Authority).

Nella riserva, negli ultimi 40 anni il patrimonio faunistico è stato drasticamente ridotto dal bracconaggio per l’avorio e il corno di rinoceronte, venduti sui mercati asiatici. Gli elefanti sono diminuiti di circa il 90%, passando da 110.000 a poco più di 15.000 esemplari. (Xinhua)