Tanzania

Il presidente della Tanzania, John Magufuli, ha ordinato alla banca centrale di creare una riserva di oro, sollecitando il governo a controllare meglio le esportazioni di minerali dal paese, quarto produttore d’oro del continente.

«Dobbiamo avere le nostre riserve in dollari, ma anche in oro, perché l’oro è denaro», ha detto Magufuli, impegnato fin dall’inizio del suo mandato nel regolamentare il settore minerario che avvantaggiava le compagnie straniere, accusate dal governo di evasione fiscale e contrabbando.

Nel 2017, una commissione governativa ha affermato che le frodi nel settore minerario sono costate alla Tanzania 84 miliardi di dollari in 19 anni e accusando le compagnie straniere di sottostimare il valore dei minerali esportati.

La Riserva Nazionale di Oro e Gemme, sotto il controllo della banca centrale, era stata istituita nel luglio dello stesso anno con una nuova legge, approvata nell’ambito di una revisione complessiva dell’intero quadro giuridico, normativo e fiscale che disciplina il settore minerario.

In base alle nuove norme il governo nel 2017 ha presentato un conto di 190 miliardi di dollari in tasse non pagate e interessi all’azienda Acacia Mining, una controllata del colosso minerario canadese Barrick Gold. I negoziati per risolvere la controversia sono ancora in corso.

Nel tentativo di reprimere il traffico di minerali, il presidente l’anno scorso ha inaugurato un muro di 24 chilometri attorno alle miniere di tanzanite, revocando la licenza a 13 società che cercavano minerali e pietre preziose nella riserva naturale del lago Manyara, gravemente degradata dalla presenza delle miniere. (The East African)