Tanzania / Salute

L’autorità statale per i medicinali e i dispositivi medici (Tanzania Medicines and Medical Devices Authority – TMDA) della Tanzania ha sospeso fino a nuovo ordine l’uso di tutti i medicinali contenenti ranitidina.

In una nota diffusa martedì, il TMDA dichiara che agli operatori sanitari è stato chiesto di interrompere la prescrizione di tali medicinali e di raccomandare delle alternative, e ai pazienti è stato ordinato di bloccarne immediatamente l’assunzione e di optare per altri farmaci.

La sospensione fa seguito a un’indagine condotta dall’agenzia, sulla sicurezza di almeno tre farmaci contenenti ranitidina attualmente sul mercato locale. I prodotti sono Ranitidine Hydrochloride 150 mg compresse con il marchio Raniplex, prodotto da Remedica Ltd con sede a Cipro; Ranitidine Hydrochloride 500 mg o soluzione per iniezione da 2 mililitri (marchio Rantac) preparato dall’azienda indiana Unique Pharmaceutical Laboratories (una divisione di JB Chemicals & Pharmaceuticals); e Ranitidine Hydrochloride 150 mg compresse (marchio Aciloc) prodotte da un’altra società indiana, Cadila Pharmaceuticals.

La ranitidina è utilizzata nel controllo della produzione di acido gastrico nel bruciore di stomaco, nel trattamento e nella prevenzione delle ulcere dello stomaco e dell’intestino, nonché nel trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo.

In Italia lo scorso settembre l’Agenzia del farmaco (AIFA) ha ritirato alcuni lotti di farmaci contenenti il principio attivo e vietato, a scopo precauzionale, l’utilizzo di tutti i lotti commercializzati in Italia di medicinali contenenti ranitidina, in attesa che vengano analizzati. La misura è dovuta al ritrovamento di tracce di una sostanza classificata come “probabilmente cancerogena” dall’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS, in alcuni lotti di medicinali a base di ranitidina prodotti in India dalla ditta Saraca Laboratories Ltd. (The East African)