Thione Seck (afrikbuzz.com)

Morto all’ospedale Fann a Dakar il 14 marzo, due giorni dopo avere compiuto sessantasei anni, Thione Seck ha fatto parte, assieme a Youssou Ndour, Baaba Maal, Omar Pene e Ismael Lo, della pattuglia di testa della generazione di cantanti e leader nati negli anni Cinquanta e affermatisi fra i Settanta e gli Ottanta.

Di etnia wolof e proveniente da una famiglia di griot – un’origine che si poteva notare con chiarezza nel suo modo di cantare – Thione Seck si è formato lavorando per una decina d’anni nelle file della popolare Orchestra Baobab, che, influenzata dalla musica afrocubana, è stata una delle compagini più importanti nella fase di modernizzazione della musica senegalese che ha preceduto l’esplosione negli Ottanta del genere mbalax: appunto del mbalax, che ha portato in auge in un contesto moderno le tipiche percussioni wolof, Thione Seck è poi stato dagli Ottanta uno degli esponenti con il suo gruppo Raam Daan.

Se il suo mbalax non raggiungeva la brillantezza e il dinamismo di quello di Youssou Ndour, aveva però una compattezza e una tessitura rimarchevoli. Thione Seck rispetto a Youssou Ndour era superiore come paroliere e con la sua voce morbida e vellutata valorizzava una vena poetica che si sposava con un notevole gusto melodico.

Questo ha fatto di Thione Seck una figura molto amata dal mondo femminile senegalese, conquistato anche dalla sua immagine di uomo elegante, posato, dai lineamenti fini, con un fondo di malinconia. Nei locali della notte senegalese Thione Seck amava spesso vestire anche in scena abiti occidentali, e nel modo di stare sul palco e di cantare a volte poteva far pensare ad un crooner di altri tempi e altri luoghi.

Per continuare a prendere Youssou Ndour come termine di confronto, la vocalità di Thione Seck era piuttosto scevra dai virtuosismi e dalle effervescenze del suo grande collega: cantava in modo piuttosto pacato, senza un pathos particolarmente evidente, ma con un timbro e uno stile inconfondibili e con una classe che facevano breccia.

Dopo la sua produzione mbalax, nel 2005 Thione Seck aveva ottenuto notevoli riscontri anche internazionali con un pregevole album, Orientation. Realizzato fra Parigi, Londra, Il Cairo e Madras, coinvolgendo musicisti arabi e indiani, proponeva una fusione che guardava al mondo musicale del vicino e lontano oriente: non una banale trovata “esotica”, se si considera per esempio la grande passione che il Senegal, e in particolare la generazione di Thione Seck, ha nutrito per i film musicali indiani.

Guai giudiziari

Negli ultimi anni purtroppo Thione Seck è salito più agli onori delle cronache che a quelli della ribalta. Nel maggio del 2015, nella sua casa era stato ritrovato un enorme quantitativo di banconote false (50 milioni di euro e 27 milioni di franchi Cfa): arresto e detenzione di nove mesi. Nel primo processo, nel 2019, Thione Seck aveva ottenuto l’annullamento del procedimento perché dopo l’arresto non aveva beneficiato dell’assistenza di un avvocato.

Però nell’appello dello scorso anno era stato condannato a tre anni di prigione (di cui otto mesi senza la condizionale, tuttavia già scontati in occasione dell’arresto). Proprio qualche giorno prima della sua morte la Corte suprema senegalese ha nuovamente annullato tutta la procedura, con la stessa motivazione che aveva portato al primo annullamento: una decisione destinata sembra a fare giurisprudenza in Senegal.

Ma al di là degli esiti giudiziari la vicenda era apparsa strana fin dall’inizio: anche le spiegazioni offerte da Thione Seck come linea di difesa erano apparse poco convincenti, e l’accaduto non sembrava combaciare col profilo del cantante. In effetti, la vox populi ritiene che Thione Seck si sia sacrificato per coprire il figlio, Wally Seck, cantante popolarissimo tra una parte della giovane generazione senegalese e personaggio controverso, abituato a girare con vistosissime auto da corsa e a fare sfoggio di una ricchezza cafona.