Togo

Come previsto, il parlamento togolese ha approvato ieri le modifiche costituzionali che permetteranno al presidente di lunga data Faure Gnassingbé di ricandidarsi alle prossime due elezioni, nel 2020 e nel 2025, nonostante abbia già effettuato tre mandati dalla successione del padre, 14 anni fa.

L’emendamento – approvato da 90 deputati su 91 – limita infatti la durata della presidenza a due mandati quinquennali, ma non si applica retroattivamente.

Un’altra modifica approvata introduce la garanzia dell’immunità a vita per tutti gli ex presidenti che, secondo i nuovi termini costituzionali, non possono essere “perseguiti, arrestati, detenuti o processati per atti commessi durante il loro mandato presidenziale”.

Il partito di Gnassingbe, Unione per la Repubblica, detiene i due terzi dei seggi in parlamento. Le opposizioni hanno boicottato le elezioni legislative lo scorso dicembre, in parte proprio a causa della disputa sui limiti del mandato presidenziale, restando senza runa rappresentanza in parlamento e dunque impossibilitati a votare contro gli emendamenti.

Le opposizioni chiedevano un ritorno alla Costituzione del 1992 con un mandato presidenziale fissato a 2 anni (con effetto retroattivo), la riforma elettorale con un sistema di voto a due round e la possibilità di esprimere la propria preferenza sui candidati. 

Scontri mortali sono scoppiati a partire dal 2017, dopo che le forze di sicurezza hanno represso i manifestanti che chiedevano le dimissioni del presidente – il cui padre prese il potere con un colpo di stato del 1967 – richiamandosi a un movimento di massa contro il suo primo incarico nel 2005, durante il quale furono uccise almeno 500 persone. (Al Jazeera)