Vince il partito del presidente
Sono 62 i seggi ottenuti dal partito del presidente Gnassingbé alle scorse elezioni, su un totale di 91 seggi. L’opposizione denuncia brogli, mentre gli osservatori africani parlano di voto «accettabile».

L’Union pour la République (Unir) del presidente Faure Gnassingbé ha vinto la maggioranza assoluta dei seggi nelle elezioni legislative che si sono svolte il 25 luglio in Togo. Secondo i risultati provvisori pubblicati ieri dalla Commissione elettorale, 62 dei 91 seggi del parlamento andranno all’Unir, mentre 19 saranno occupati dalla principale formazione di opposizione: il Collettivo Sauvons le Togo (Cst). «Un voto svolto in condizioni accettabili» si sono affrettati a commentare gli osservatori inviati dall’Unione Africana e dalla Comunità Economica degli Stati dell’Africa occidentale (Cedeao), mentre, tra i dirigenti del Cst, Agbéyomé Kodjo, ex primo ministro, definisce il voto una «farsa».

Le operazioni si sono svolte nella calma, salvo un incidente nella capitale Lomé. Giovedì, le forze di sicurezza hanno fatto irruzione a Radio Légende, una radio legata all’opposizione, sospendendone le trasmissioni. Ai microfoni, secondo l’accusa delle autorità, ci sarebbe stato un rappresentante dell’opposizione che denunciava brogli elettorali. In poche ore si è riunita una folla di alcune centinaia di manifestanti di fronte alla stazione radio, senza che, tuttavia, vi fossero violenze.
In alcuni seggi sono stati segnalati rallentamenti nelle operazioni di voto, dovuti all’assenza di materiali e liste incomplete.

Queste elezioni avrebbero dovuto segnare l’ultima tappa di una lenta transizione verso la democrazia in Togo, paese saldamente governato dai militari guidati dalla famiglia Gnassingbé.
Faure, succeduto alla morte del padre Eyadema, nel 2005, dopo 38 anni di regime, ha inaugurato il suo potere nel sangue con una dura repressione costata la vita, si stima, a circa 500 persone.
Nelle scorse contestate legislative, nel 2007, il partito presidenziale, Rassemblement du peuple togolaise (Rpt) – oggi Unir – aveva ottenuto 50 seggi su 81.
Previste inizialmente nell’ottobre del 2012, le elezioni sono state più volte rinviate, in seguito alla protesta delle opposizioni, fino all’accordo che ha permesso il voto del 25 luglio, grazie a sovvenzioni statali elargite ai partiti per la campagna elettorale.

Il presidente, Faure Gnassingbé, rieletto nel 2010, sembra aver ricostituito gli equilibri interni al regime, ancora una volta compatti contro il “sud” di Lomé, rappresentato dal Cst. Le roccaforti elettorali dell’Unir nel nord hanno retto, nonostante l’arresto, mai digerito, nel 2009, e la condanna, nel 2011, a 20 anni di carcere del fratellastro Kpatcha Gnassingbé,  ex ministro della difesa, accusato di essere la mente dietro ad un tentato un colpo di stato.

Duro colpo elettorale per l’Union des forces de changement (Ufc) di Gilchrist Olympio, figlio di Sylvanus, primo presidente del Togo, assasinato da Eyadema Gnassingbé nel 1963. Con appena 3 seggi in parlamento l’Ufc sembra pagare l’intesa siglata con la maggioranza per partecipare al governo. Nei prossimi giorni sarà la Corte Costituzionale a convalidare i voti, proclamando i risultati definitivi.