Il fratello del presidente accusato di tentato golpe.
Arrestato, il 15 Aprile, a Lomé, Kpatcha Gnassingbé, il fratello del presidente del Togo Faure Gnassingbé. L’accusa: complotto e tentato golpe nei confronti del presidente.

Kpatcha Gnassingbé, fratello del presidente del Togo, è stato arrestato mercoledì scorso nella capitale. Poche ore prime il Procuratore generale della repubblica togolese aveva emesso un mandato di cattura nei suoi confronti con l’accusa di complotto ai danni del presidente e possesso illegale di armi pesanti.

Kpatcha, deputato del Raggruppamento del popolo togolese, (Rpt, al potere) ed ex ministro della Difesa, è stato fermato il 15 aprile mattina mentre usciva dall’ambasciata degli Stati Uniti dove aveva chiesto rifugio.

Il golpe, secondo quanto riportato dal portale d’informazione del governo ‘Republic of Togo’, sarebbe dovuto scattare mentre il capo di Stato era all’estero. Per evitare il pericolo, domenica scorsa, Gnassingbè, infatti aveva annullato il previsto viaggio in Cina.

E proprio durante la notte tra domenica e lunedì, a Lomè, la casa di Kpatcha Gnassingbé è stata attaccata dalle Forze d’intervento rapido (Fir) dell’esercito, con armi pesanti e fucili d’assalto. Nello scontro con la guardia privata di Kpatcha Gnassingbé, 2 militari sono stati uccisi, 3 sono rimasti feriti. L’abitazione è stata parzialmente distrutta ma Kpatcha era riuscito a fuggire. Nel corso dell’operazione numerose persone sono state arrestate, tra loro anche alcuni civili.

La rivalità nella famiglia Gnassingbé non è cosa nuova. Ad attuare il blitz, inoltre, sono state le forze d’elite create da Eyadema, padre dell’attuale presidente. Le forze sono controllate dal potente colonnello Abalo Kadanga Felix, marito di una delle figlie dell’attuale presidente. L’altro fratello di Faure, Rock Gnassimbé guida la divisione blindata e secondo Kpatcha sarebbe stato lui a salvargli la vita la notte scorsa. Il presidente Faure Gnassingbé ha rinviato la partenza per Pechino a causa delle ultime violenze. Alla guida del paese dal 2005, dopo una contestata elezione, segnata da proteste e manifestazioni popolari soffocate brutalmente dalla polizia. Faure è succeduto di fatto al padre Gnassingbe Eyadema, morto poco prima del voto.