Tunisia

In Tunisia 11 persone sono state arrestate ieri in seguito a scontri tra manifestanti e forze di sicurezza nella regione centrale di Sidi Bouzid.

Le proteste nella città di Jelma sono iniziate sabato, un giorno dopo la morte di Abdelwaheb Hablani, 25 anni, che si è dato fuoco nel centro della città per protestare contro la povertà e le cattive condizioni di vita. Il suo gesto estremo ha emulato quello di Mohammed Bouazizi, la cui auto-immolazione nel 2010 ha innescato la rivolta popolare che ha portato alla destituzione del presidente di lungo corso Zine El-Abidine Ben Ali.

Khaled Hayouni, un portavoce del ministero degli Interni, ha riferito all’agenzia di stampa France Press che gruppi di giovani tra gli 11 e 18 anni hanno bloccato le strade e attaccato la polizia lanciando pietre sabato e domenica sera, ferendo 20 agenti. Le forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni per disperderli.

Il Forum tunisino per i diritti economici e sociali ha espresso “profonda preoccupazione per lo stato di tensione sociale a Jelma” che dimostra l’incapacità dei governi successivi alla rivoluzione di escogitare soluzioni concrete alla disoccupazione e alla mancanza di sviluppo all’interno del paese. “Ignorare le richieste sociali” e fare affidamento sulle forze di sicurezza per rispondere sta aumentando la tensione”, ha avvertito l’ong, chiedendo un “cambiamento radicale nelle politiche economiche e sociali”. (Al Jazeera)