Tunisia / Terrorismo

Le forze di sicurezza tunisine hanno ucciso un uomo che indossava una cintura esplosiva dopo averlo inseguito nella capitale Tunisi, martedì sera.

Un portavoce del ministero dell’Interno ha detto che non ci sono state vittime e che l’aggressore ha fatto detonare i suoi esplosivi nell’area di Intilaka dopo essere stato circondato dalla polizia che ha aperto il fuoco contro di lui.

L’uomo, un ricercato chiamato Aymen Smiri, era vestito con abiti femminili, hanno detto testimoni. Ieri l’organizzazione terroristica Daesh ha annunciato che l’attentatore suicida era uno dei suoi membri.

E’ salito a due morti, intanto, il bilancio delle vittime dei due attacchi suicidi di giovedì scorso nella capitale, rivendicati dal sedicente Stato islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL). Uno dei cinque civili feriti dall’esplosione in Rue Charles de Gaulle è deceduto ieri in ospedale.  
Il 27 giugno due uomini si sono fatti esplodere in attacchi separati contro polizia a Tunisi, uccidendo un agente di polizia e ferendo diverse altre persone.

Da quattro anni la Tunisia è in stato d’emergenza e sta combattendo gruppi jihadisti che hanno basi al confine con Algeria e Libia. Il timore è anche per l’industria del turismo, in ripresa negli ultimi anni dopo gli attentati del 2015, e per l’aprossimarsi delle elezioni di ottobre (legislative) e novembre (presidenziali). (News 24 / Anadolu)

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