Uganda / Francia

Un gruppo di sei organizzazioni ambientaliste francesi e ugandesi, tra cui Survival International e Friends of the Earth, hanno annunciato d’aver citato in giudizio il colosso petrolifero Total, accusandolo di non aver esaminato l’impatto umano e ambientale delle sue operazioni in Uganda, come richiesto dalla nuova legge francese che impone alle aziende il “dovere di vigilanza” anche all’estero.

In base al regolamento francese, le grandi società francesi sono obbligate a pubblicare piani annuali che affrontano l’impatto negativo delle loro attività, e di quelle delle filiali e dei fornitori, sulle persone e l’ambiente.

Nella loro notifica, presentata il 24 giugno, i watchdog sostengono che il piano 2018 di Total non faccia riferimento specifico al suo progetto ugandese Tilenga, vicino al lago Albert, e quindi violi la legge.

Il mega progetto Tilenga, che mira a sfruttare 419 pozzi in sei giacimenti petroliferi, potrebbe portare allo sfollamento di 50mila persone e avere gravi conseguenze per l’ambiente, secondo le sei ong. Potrebbe interessare, tra le altre cose, un’area naturale protetta nel Parco delle Cascate di Murchison, sul fiume Nilo. Il progetto prevede la costruzione di un impianto di lavorazione del petrolio e di un oleodotto per il trasporto di greggio (200mila barili al giorno) in una raffineria a Kabaale, nel distretto di Hoima, e da lì in Tanzania.

L’azienda, attraverso una portavoce, ha risposto di essere in attesa di ricevere la notifica completa prima di commentare, e accusando a sua volta Friends of the Earth di non aver risposto a un invito a discutere i progetti della società in Uganda e nella vicina Repubblica democratica del Congo. (Reuters / Radio France International)