Colonialismo

Ieri, una delegazione del Comitato per il genocidio degli Herero e dei Nama del Botswana, ha firmato un accordo con la controparte della Namibia, per unire gli sforzi nel lungo processo per l’ottenimento di riparazioni da parte del governo di Berlino per lo sterminio di massa che i colonizzatori tedeschi commisero tra il 1904 e il 1908 nell’allora Africa Tedesca del Sud-Ovest.

La rappresentanza del Botswana Society for Nama, Herero and Mbanderu, è giunta a Windhoek domenica.  Assieme ai membri della parte namibiana – Ovaherero/Ovambanderu and Nama Council for the Dialogue on the 1904-1908 genocide – ha incontrato il vicepresidente Nangolo Mbumba e l’inviato speciale del governo per il genocidio, Zed Ngavirue. Il gruppo ha chiesto all’esecutivo namibiano di coinvolgere anche i membri della diaspora in Botswana nelle trattative in corso con il governo tedesco.

Le due organizzazioni hanno quindi deciso di creare un comitato tecnico congiunto che parteciperà a nome del popolo herero, nama e mbanderu, a tutti i meeting e conferenze legati al genocidio.

Tra il 1885 e i 1903 i coloni tedeschi si impadronirono di terra, bestiame e di altri mezzi di sussistenza dei nativi namibiani, innescando la rivolta degli Herero, che nel gennaio 1904 uccisero 123 civili tedeschi. La risposta fu sanguinosa e circa 80.000 Herero furono costretti alla fuga con donne e bambini verso il Botswana. Le truppe tedesche li inseguirono nel deserto del Kalahari, avvelenando l’acqua dei pozzi. Solo 15.000 di loro sopravvissero.  Pochi mesi dopo il generale Lothar von Trotha ordinò lo sterminio degli Herero. La più piccola etnia dei Nama affrontò un destino simile. Circa 10.000 di loro furono uccisi mentre cercavano di ribellarsi ai tedeschi.

Nel marzo del 2017, grazie a una class-action dei discendenti delle vittime, il governo di Berlino è sotto processo a New York. Fino ad ora, l’unica concessione fatta dalla Germania è stata l’aver ammesso per la prima volta, nel 2015, che si trattò di genocidio. (The Namibian)