A Obo, nella provincia sudoccidentale della Repubblica centroafricana, vige ancora la regola di non uscire dai confini della città. Altrimenti rischi di sparire o di morire. Nonostante lo stato maggiore del Lord’s resistance army sia stato dimezzato e molti combattenti catturati e uccisi, il gruppo armato continua a operare sequestri e massacri in tutta l’area.

Un gruppo che si è reso responsabile, negli anni, della riduzione in schiavitù di circa 30mila persone e della morte di oltre centomila. Ma in città si stanno diffondendo sempre più pratiche di accoglienza diffusa: nuclei familiari pronti a ospitare i ragazzi che riemergono, traumatizzati, dalla loro lunga prigionia.
Il video anticipa il dossier di Nigrizia che racconta le storie di quattro di loro.

Testi e foto di Marco Simoncelli , Davide Lemmi e Ugo Lucio Borga