Il Festival del cinema di Zanzibar si è chiuso sabato 4 luglio
Il Sudafrica è stato il protagonista della XII edizione dello Zanzibar International Film Festival, evento dedicato alla conoscenza e alla promozione della cinematografia dell’East-Africa e della cultura Dhow. Che ha avuto come padrino l’attore holliwoodiano Danny Glover.

E’ un film sudafricano il vincitore della XII edizione del Zanzibar International Film Festival (ZIFF), la seconda più prestigiosa kermesse del continente sul cinema africano (dopo il FESPACO di Ouagadougou) che si è svolta dal 27 giugno al 4 luglio nella capitale dell’isola, Stone Town. “Jerusalema”, diretto da Ralph Ziman, è un sorprendente lungometraggio d’azione girato in stile hollywoodiano che racconta la scalata criminale di un ragazzo delle township. Un film che arriverà anche in Italia, nel novembre prossimo, e sarà proiettato al Festival di Cinema Africano di Verona.

Glover
Danny Glover e Giancarlo Esposito

Un altro intenso film, di produzione questa volta statunitense, è “Gospel Hill”, opera fuori concorso di Giancarlo Esposito presentata sul palco dallo stesso regista e dal protagonista, l’attore Danny Glover, che ha fatto da padrino, con entusiamo, all’intera rassegna. 

Ma non saranno questi due film le uniche opere cinematografiche che da questo importante festival raggiungeranno la nostra penisola. A Verona arriverà infatti anche un altro bel film premiato allo ZIFF, ancora una volta un’opera sudafricana, vincitrice del premio assegnato dalla giuria Signis (World Catholic Association for Comunication). E’ “Izulu Lami” (My Secret Sky) del regista Madoda Ncayiyana, un lungometraggio che, attraverso la storia di due fratellini di un villaggio rimasti orfani e alla ricerca della sopravvivenza in città, esprime la sofferenza ma anche la determinazione e la tenacia di rinascita di un intero continente.

Temi questi affrontati anche nel film vincitore del premio assegnato dalla Guiria Season of a lifedel Festival di Verona, che ha ricosciuto invece “Seasons of a Life” (foto a destra), opera prima del giovane regista del Malawi Charles Shemu Joyah, un film che “con il linguaggio della commedia popolare evidenzia l’importanza del diritto universale all’educazione e alla tutela dell’infanzia, così come il rispetto della donna, la sua emancipazione e il suo ruolo di madre”.

Se questi sono i lungometraggi vincitori dei primi premi delle tre giurie, altri premi sono invece andati al documentario “Bilal”, del regista indiano Sourav Sarangi, al cortometraggio “Warahutseho” dMon histoireel camerunense Auguste Bernard Koueho, a “Suwi” (Faith) opera prima della zambiana Cathrine Musola e a “From a Wisper”, premiati come migliori film dell’Africa dell’est.

“Mâh Saah-Sah” del camerunese Daniel Kamwa, la produzione danese/afgana “Ma Salama Jamil” (Go In Peace Jamil) di Omar Sharwagi e “Mon Histoire… Papy” (foto a sinistra) del regista della Repubblica democratica del Congo Tunda Wa Munga, hanno invece ottenuto le menzioni speciali della giuria ufficiale e della SIGNIS.

Il premio UNICEF è andato infine ad un intenso documentario girato in un orfanotrofio di Khartoum, “Mother Unknown” del regista Taghreed Elsanhouri, sul dramma dell’abbandono dei bambini nella conservatrice società musulmana sudanese.

Lo speciale di Nigrizia.it sullo ZIFF