Zimbabwe / Crisi economica

L’Unione europea ha denunciato ieri l’uso sproporzionato della forza da parte delle autorità dello Zimbabwe, durante le proteste scoppiate lunedì dopo che il presidente Emmerson Mnangagwa ha annunciato l’aumento del 150% del prezzo del carburante. L’Europa ha anche chiesto che il governo “conduca un’indagine approfondita sulle morti e gli abusi negli ultimi giorni”.

Le dimostrazioni sono un segno dell’esasperazione della popolazione in un paese che soffre regolarmente di carenza di carburante, cibo e medicine. Dopo aver destituito con l’aiuto dell’esercito il 94enne presidente autoritario Robert Mugabe nel 2017, Mnangagwa aveva promesso un nuovo inizio per lo Zimbabwe dopo decenni di repressione e declino economico.

Bruxelles ha riconosciuto che il governo di Harare ha scelto la via delle riforme economiche, ma ha affermato che queste potrebbero essere raggiunte solo attraverso un “dialogo nazionale inclusivo” basato su “libertà di riunione, associazione ed espressione”. “Gli sforzi dello Zimbabwe per promuovere gli investimenti e approfondire i partenariati internazionali possono avere successo solo se questi requisiti essenziali sono soddisfatti”, ha affermato l’UE.

I sindacati hanno indetto uno sciopero nazionale lunedì e le manifestazioni si sono svolte in diverse città con disordini e saccheggi diffusi. Da allora, le forze di sicurezza hanno arrestato circa 600 persone, inclusi leader sindacalisti e personalità dell’opposizione, in una repressione denunciata anche da organizzazioni per i diritti umani, con polizia e soldati accusati di trascinare indiscriminatamente le persone fuori dalle loro case ad Harare, per poi picchiarle. Tra gli arrestati anche Evan Mawarire, un pastore diventato famoso in passato per le feroci critiche al regime di Mugabe e per aver condotto un movimento di protesta nel 2016 chiamato #ThisFlag. L’uomo è stato più volte arrestato in passato per aver organizzato proteste anti-governative.

Ci sono stati tre morti durante le manifestazioni e ieri i medici hanno detto d’aver soccorso 68 persone con ferite da arma da fuoco. L’Associazione di Medici per i diritti umani (ZADHR) ha detto che i suoi affiliati hanno trattato 172 persone, alcune con morsi di cane, in ospedali pubblici e privati da lunedì, quando sono scoppiate le proteste nella capitale, Harare, e nella seconda città, Bulawayo. (News 24 / Reuters)