Zimbabwe

Le autorità dello Zimbabwe hanno annunciato ieri di voler vendere le scorte di avorio del paese per poter finanziare programmi ambientali.

Le autorità della fauna selvatica stimano che le vecchie riserve di avorio valgano circa 300 milioni di dollari, denaro che, dicono, potrebbe contribuire a colmare le lacune di finanziamento per le riserve di caccia.

La proposta è stata presentata alla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES), che proibisce la vendita di avorio per frenare il bracconaggio.

Lo Zimbabwe, assieme a Botswana, Namibia e Zambia, stanno anche facendo forti pressioni sull’organizzazione, nel tentativo di ottenere una riduzione delle restrizioni alla caccia agli elefanti. Il portavoce dell’autorità per la fauna selvatica dello Zimbabwe, Tinashe Farawo, ha dichiarato all’AFP che le quattro nazioni hanno presentato una proposta congiunta alla CITES in questo senso.

Farawo sostiene che la popolazione di elefanti – circa 84.000 – sia quasi il doppio di quanto il territorio possa sopportare, e che per questo sia necessario liberalizzare la caccia, come già fatto di recente anche dalla Tanzania.

Ma negli ultimi dieci anni, la popolazione di elefanti in tutta l’Africa è diminuita di circa 415mila esemplari, in gran parte a causa del bracconaggio per l’avorio, secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN).

Nel tentativo di raccogliere denaro, a maggio lo Zimbabwe ha venduto 100 elefanti alla Cina e a Dubai, firmando un accordo del valore di 2,7 milioni di dollari.

Il mese scorso il Botswana, che ha la più grande popolazione di elefanti in Africa, ha suscitato polemiche per aver rimosso il suo divieto di caccia agli elefanti, motivandolo con “alti livelli di conflitto tra elefanti e uomini”. (News 24)