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In Senegal, dal 21 al 26 marzo, la 9ª edizione
Forum dell’acqua e forum alternativo: le giornate di Dakar
Quella che si è aperta nella capitale del Senegal è una vera e propria “battaglia dell’acqua”. A confronto due visioni del mondo e delle risorse del pianeta
21 Marzo 2022
Articolo di Redazione
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Ogni mattina, prima di andare a scuola, Thoiba raccoglie l'acqua per uso domestico dal fiume a circa un chilometro a piedi dalla sua casa, nella regione dell'Upper West del Ghana (Credit: Plan International)

Ha preso il via oggi a Dakar (Senegal) il 9° Forum mondiale dell’acqua che fino a sabato 26 marzo svilupperà gli innumerevoli temi legati al titolo dell’appuntamento: la sicurezza dell’acqua per la pace e lo sviluppo. È la prima volta che un paese africano ospita il Forum.

Nel suo discorso d’apertura il presidente del Senegal e il presidente di turno dell’Unione africana, Macky Sall, ha sottolineato che «due persone su cinque al mondo vivono in regioni dove l’acqua è rara. E la situazione può ancora peggiorare, quindi questo forum deve suonare il campanello d’allarme».

A discutere e a tentare di delineare delle soluzioni ci sono i rappresentati della politica, delle istituzioni multilaterali, delle università, della società civile e naturalmente delle imprese del settore privato.

Ma il Forum ufficiale dovrà vedersela anche con il World Water Alternative Forum (Fame) che riunisce una rete di organizzazioni, movimenti sociali, sindacati, piccoli agricoltori. Il Fame ritiene che il Forum mondiale dell’acqua, sin dalla sua costituzione nel 1996, altro non sia che un organismo che vuole che la governance dell’acqua sia in mano al settore privato.

Quindi anche a Dakar, il Fame presenterà le proprie istanze che sintetizza così.

«Invitare i governi e i rappresentanti eletti democraticamente a smettere di usare il modello neoliberista di recupero dei costi di mercato per i servizi idrici e a troncare i legami con le società che cercano di trarre profitto dall’acqua e porre l’acqua sotto sistemi e istituzioni democratiche».

«Unire le voci per protestare e chiedere la fine delle azioni deliberate e crudeli delle barriere finanziarie per privare le famiglie e le comunità a basso reddito di acqua potabile pulita attraverso l’uso di contatori dell’acqua prepagati e altri cosiddetti dispositivi di pagamento elettronico».

«Richiedere trasparenza, responsabilità e maggiore equità nell’allocazione e nell’utilizzo delle tasse e dei finanziamenti dei donatori nel settore idrico».

«Denunciare la complicità dei governi nell’azione di continuo saccheggio da parte delle multinazionali delle risorse di sviluppo dei paesi africani e di altri paesi in via di sviluppo».

«Essere solidali con i lavoratori dell’acqua contro le scelte di investimento sbagliate e la corruzione nel settore idrico che minacciano i posti di lavoro e l’accesso delle persone all’acqua pulita».

«Sostenere la creazione di una rete africana per la giustizia sull’acqua per coordinare la domanda di azioni sui diritti umani per l’acqua nel continente».

«Considerare azioni legali dal livello locale a quello internazionale per proteggere e realizzare l’inalienabile diritto umano all’acqua».

«Chiedere la fine dell’inquinamento delle acque dai piccoli corsi d’acqua nei quartieri ai grandi fiumi e oceani e boicottare le istituzioni le cui fortune sono legate all’inquinamento».

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