Libia: Mosca ritorna a Tripoli
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L'annunciata riapertura dell'ambasciata nasconde nuovi rapporti con il governo Dbeibah
Libia: il ritorno di Mosca a Tripoli
07 Ottobre 2022
Articolo di Redazione
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Proprio quando la Turchia ha incassato il suo via libera da Tripoli per esplorare i fondali del Mar Mediterraneo orientale alla ricerca di gas e petrolio (con le polemiche del caso), il vice ministro degli esteri russo, nonché inviato in Medioriente e Africa, Mikhail Bogdanov, ha annunciato (nuovamente) l’intenzione di Mosca di riaprire la propria ambasciata nella capitale libica, chiusa a chiave da 9 anni dopo l’attacco militare subito nell’ottobre del 2013.

Bogdanov, nell’ intervista rilasciata all’agenzia di stampa Tass, si è spinto anche oltre. Ha dichiarato l’intenzione del suo paese di ripristinare la propria presenza attiva in tutta la Libia.

«È molto importante lavorare su tutto il territorio libico e riportare la nostra presenza a quella che era prima della disgregazione dell’ex Unione Sovietica», ha affermato il diplomatico.

Consolato a Bengasi

A conferma della notizia, Bogdanov ha annunciato la decisione del suo governo di riprendere il lavoro a Bengasi riaprendo il Consolato generale nell’est della Libia, chiuso nel 1992.

Ha infine ricordato come il suo governo intenda nominare a breve un ambasciatore in Libia e che i dipendenti dell’ambasciata, che attualmente lavorano dalla Tunisia, torneranno presto a Tripoli.

È noto come per anni Mosca abbia sostenuto le forze militari orientali libiche, in particolare le milizie del generale Haftar, acerrimo avversario dei governi di Tripoli e della Turchia.

Cambio di strategia?

Mosca pare, invece, che stia riconsiderando la sua politica nei confronti della Libia. In particolare del governo di Tripoli guidato da Dbeibah, soprattutto dopo che Bashagha, il primo ministro votato dal parlamento di Tobruk, ha compiuto diversi tentativi, poi falliti, di prendere la capitale. Inoltre, Dbeibah pare non avere alcuna intenzione di mollare lo scettro.

Fathi al-Baja, ex diplomatico libico, ha dichiarato ad Al-Monitor che il cambiamento della Russia in Libia dovrebbe essere letto nell’attuale contesto internazionale, compresa la guerra in Ucraìna: «Gli sforzi della Russia per riaprire la sua ambasciata a Tripoli potrebbero anche essere parte di un accordo tra Dbeibah e Mosca, in modo che il premier di Tripoli possa fare pressione sulle potenze occidentali per accettare di rimanere al potere».

Baja ha osservato: «La Russia sta cercando di inviare agli Stati Uniti il messaggio che può agire nelle aree di influenza di Washington. Un gioco in cui Mosca è brava».

Le mosse russe coincidono con la nomina di Mohamed Maghrawi ambasciatore libico a Mosca.

Mercenari Wagner via dalla Libia?

Secondo alcuni analisti, le fughe di notizie su un possibile ritiro dei mercenari russi della Wagner dal sudest della Libia potrebbero rivelarsi anche vere, poiché Mosca vuole trasformare il suo ruolo militare e logistico in un ruolo diplomatico.

Tuttavia, al momento i mercenari restano, anche come garanzia nei negoziati con le potenze occidentali, poiché questi mercenari controllano alcuni giacimenti di petrolio nell’area orientale del paese.

Nuovo inviato Onu a Tripoli

Nel frattempo è atteso a Tripoli anche il nuovo inviato speciale dell’Onu per la Libia, il senegalese Abdulaye Bathily. Entrato ufficialmente in carica il 29 settembre, ha inaugurato la sua missione visitando la delegazione libica a New York. Ha pure avviato una serie di incontri con alti funzionari delle Nazioni Unite e rappresentanti degli stati membri coinvolti in Libia. Come per i suoi predecessori, la sua missione si preannuncia in salita.

Il suo posto era rimasto vacante per più di diciotto mesi dopo le dimissioni di Ján Kubiš, per mancato accordo in Consiglio di sicurezza su un nuovo candidato. 

Per la situazione che si è creata (fallimento delle elezioni del dicembre del 2021 e la contrapposizione sul terreno di due governi, con le milizie che imperversano nel paese), lo attende un compito improbo. E dovrà ricominciare tutto dall’inizio.

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