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Secondo la Commissione economica per l’Africa delle Nazioni Unite (UNECA), le comunità di pescatori del continente rischiano di scomparire a causa di uno sfruttamento sempre maggiore delle risorse oceaniche.

La scorta ittica è estremamente impoverita dalla pesca industriale che rifornendo i mercati asiatici ed europei minaccia la sicurezza alimentare dei 38 paesi costieri africani che fino a oggi sono sopravvissuti con questa fondamentale fonte di sostentamento.

Un’altra preoccupazione sono le onde sismiche provocate dalle mine usate sui fondali marini per l’esplorazione e l’estrazione di petrolio e gas naturali. Le vibrazioni generate sono talmente incisive da aver spinto la fauna marina a spostarsi in acque più profonde e i pescatori artigianali non hanno i mezzi per pescare in mare aperto.

Anche il turismo, fa notare la UNECA, può determinare la dissoluzione delle comunità pescatrici, a causa di trasporti marittimi sempre più competitivi e inquinanti.

Il rischio della scomparsa dei piccoli pescatori può essere però superato dallo sviluppo di quella che viene chiamata Blu Economy (Economia Blu), che proprio in questi giorni vede la sua prima conferenza mondiale a Nairobi, in Kenya. (Voice of America / The East African)